Gazzetta di Reggio

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Per l’ordinanza anti alcol otto multe in dieci giorni

di Ambra Prati
Per l’ordinanza anti alcol otto multe in dieci giorni

Primo bilancio in zona stazione dopo il provvedimento del sindaco Vecchi Sanzionati sei acquirenti e due negozi. Ma 10 commercianti stranieri si ribellano

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REGGIO EMILIA. Otto multe da 250 euro ciascuna comminate dalla Municipale in dieci giorni, sei agli acquirenti e due a esercizi commerciali per la vendita oltre l’orario consentito. Mentre in zona stazione sono in arrivo i cartelli di avviso dell’ordinanza anti-alcol, nasce la protesta di una decina di negozianti stranieri, rappresentati da Confconsumatori, che chiedono di poter tener aperto fino a mezzanotte.

L’ordinanza, in vigore fino a giugno 2017, è stata promulgata il 4 luglio e prescrive «il divieto di consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, per tutta la giornata, dalle ore 0 alle 24, nelle aree e negli spazi pubblici della zona stazione, compresa via Eritrea, via Ceva, via Alai, via Monsignor Tondelli, viale IV Novembre, piazzale Marconi, via Turri, via Chiesi, via Vecchi, piazza Domenica Secchi, via Sani, via Paradisi, via Ritorni e via Cagnoli».

Un provvedimento firmato dal sindaco, Luca Vecchi, per rendere più sicuro un quartiere spesso teatro di furiose risse. Da una settimana, quindi, le forze dell’ordine si sono concentrate sull’area, prevedendo nelle vie interessate dall’ordinanza – più via Dante e via Roma – un presidio fisso dalle 10 alle 20 e passaggi serali: una decina di agenti municipali si alternano nei due turni del mattino e del pomeriggio, passando il testimone a carabinieri e polizia durante la notte. L’ordinanza è attiva da circa una settimana e finora c’è stata una certa tolleranza: sono state tuttavia individuate 20-25 presenze di soliti noti che trasgrediscono l’ordinanza.

La tolleranza diventerà zero a partire dal fine settimana, quando verranno affissi in tutta la zona i cartelli con il simbolo del divieto e il testo dell’ordinanza in cinque lingue (italiano, francese, inglese, arabo cinese), per renderle comprensibili a tutti. Intanto, però, una decina di giovani commercianti stranieri (per lo più di origine pakistana e nordafricana), insorgono contro l’ordinanza, che insieme al divieto di vendere alcolici dopo le 20 impone anche la chiusura dei locali alla stessa ora. Secondo gli esercenti immigrati, i maggiori incassi si fanno proprio dalle 20 alle 24.

Ed è per questo che il gruppo si è rivolto a Confconsumatori, che ha inviato una lettera aperta al Comune chiedendo un incontro «per discutere in merito al provvedimento e concordare insieme un percorso che salvaguardi reciproci diritti e doveri». Spiega Secondo Malaguti, presidente Confconsumatori: «Non sono contro le ordinanze, che ovviamente vanno rispettate, ma se salta fuori un effetto indesiderato occorre ascoltare e gestirlo. Se un poveraccio guadagna dalle 20 alle 24, perché impedirglielo? Alcuni di questi commercianti non vendono nemmeno alcolici e devono avere la possibilità di tenere aperto la sera».

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