Gazzetta di Reggio

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«Posso solo sospettare gli ambientalisti»

di Elisa Pederzoli
«Posso solo sospettare gli ambientalisti»

Ventasso: le ipotesi del titolare dei mezzi pesanti andati a fuoco. Arlotti (Lapam): «Siamo preoccupati»

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VENTASSO. A 48 orre dal rogo che ha distrutto i camion di Stefano Dolci, si cerca ancora di capire cosa è successo. I carabinieri hanno posto sotto sequestro i due mezzi pesanti bruciati davanti alla sede della sua ditta di via del Lagastrello, a Miscoso. L’apertura di un fascicolo in procura è scontata. Gli accertamenti dovranno chiarire una volta per tutte cosa è accaduto. E sancire se davvero si sia trattato di incendio doloso.

Di certo, a ora, tutto lo fa pensare. E non ne fa mistero lo stesso titolare della ditta che commercializza legnami. Che prova a ipotizzare. «Gli unici con cui negli anni ho avuto degli screzi sono stati gli ambientalisti. Discussioni per il taglio degli alberi. Convinti che non si possa fare o non si debba fare. Non ho sospetti contro nessuno di specifico, sia chiaro, ma l’unica direzione in cui posso pensare di guardare per capire se c’è qualcuno che ce l’ha con me è quella. Altro non riesco a vedere» dichiara Stefano Dolci. Ma sono ipotesi. E l’intenzione non sembra nemmeno da parte sua quella di puntare il dito contro qualcuno di specifico.

Intanto, però, ci sono le prime reazione della società civile della montagna. Arrivano per bocca di Gabriele Arlotti, presidente di Lapam Confartigianato Castelnovo Monti.

«L’incendio a due mezzi di una ditta di Ramiseto porta in sé elementi di preoccupazione e pone al centro il tema della sicurezza e della legalità anche in Appennino - sono le sue parole affidate a una nota - Nell’esprimere la solidarietà all’imprenditore coinvolto, le ipotesi di natura dolosa gettano un’ombra di incertezza su quanto accaduto. Riteniamo sensati gli appelli a interrogarsi su quanto sta accadendo e, per questo, crediamo che il ruolo delle associazioni imprenditoriali sia anche quello di porre attenzione sul tema della legalità e della salvaguardia del tessuto imprenditoriale locale: in una ottica primaria di prevenzione lo dobbiamo fare insieme, così come insieme ci stiamo impegnando su altri fronti per il territorio».

Arlotti parla di «un nuovo campanello che deve tenerci desti». «Leggendo le cronache siamo abituati - prosegue - a considerarci isola felice rispetto ad altri territori. Forse non è così. Un fatto grave per il quale torniamo, in seconda battuta, anche a ribadire l’appello all’Unione dei Comuni per un coordinamento e una videosorveglianza unitaria alle principali strade d’accesso ai territori della montagna».

Erano circa le 3 di notte tra martedì e mercoledì quando sono andati a fuoco i mezzi di Dolci. Erano parcheggiati vicini. Sono stati rapidamente distrutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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