Sport e musica per colorare la reumatologia di Reggio Emilia
L'associazione Re.Ma.Re ha organizzato tornei e spettacoli a Gavassa per finanziare la decorazione dei luoghi d'attesa riservati ai ragazzi ammalati
REGGIO EMILIA Colorare la sala d’attesa del Centro di reumatologia pediatrica dell’ospedale Santa Maria Nuova e trasformarla in un ambiente gradevole per i bambini. È l’obiettivo del progetto “Colorare l’attesa” promosso dall’associazione Re.Ma.Re – Malati reumatici pediatrici che, qualche settimana fa, ha festeggiato il terzo compleanno.
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Per l’occasione ha organizzato un’iniziativa a Gavassa con tornei di beach volley per under16 e calcio a 7 per bambini classe 2006, il labirinto stregato organizzato dall’associazione Fiabe in scena di Casalgrande, i giochi in legno di una volta e la musica dei Full Time di Stefano Bertani. «Questi eventi permettono ai bambini di confrontarsi con coetanei con i loro stessi problemi, per loro è un grande incoraggiamento – spiega Catia Fontanesi, presidente dell’associazione –. I fondi raccolti serviranno per rendere la sala d’attesa, un ambiente in cui i bambini trascorrono molto tempo, un luogo più familiare con giochi, libri, fogli per colorare».
Queste malattie sono patologie autoimmunitarie, infiammatorie e croniche di cui al momento non sono note le cause. Quella più diffusa è l’artrite idiopatica giovanile (che interessa circa il 70% dei bambini/adolescenti che hanno queste patologie) che si manifesta prima dei 16 anni e infiamma le articolazioni. «Purtroppo sono patologie poco conosciute e anche noi, quando mia figlia si è ammalata, ce ne siamo accorti – continua Fontanesi –. Ci sono voluti 4 mesi per capire che il gonfiore al ginocchio non era un problema ortopedico ma richiedeva una visita da un reumatologo pediatrico». Per questo l’obiettivo è l’informazione, il primo passo per l’approccio corretto alla malattia.
Prima dell’apertura del Centro di reumatologia pediatrica a Reggio, il punto di riferimento era Milano. «Ma le difficoltà erano tante e il non poter contare su un servizio continuativo ha spinto noi genitori a creare un’associazione, confrontarsi e scambiarsi consigli sulla gestione quotidiana della malattia». Le malattie reumatiche pediatriche sono invalidanti e rendono difficile per i bambini che ne soffrono fare ciò che i coetanei fanno in modo naturale, come andare in bici, salire le scale, fare sport.
«Se si interviene entro 6 mesi si può mandare in remissione la malattia e controllarla – conclude Fontanesi –. Tanti ragazzi curati sono tornati a fare sport, anche mia figlia, perché quando la malattia è silente i bambini riescono ad avere una vita normale».
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