Gazzetta di Reggio

Reggio

«Costituzione, riforma attesa da decenni»

«Costituzione, riforma attesa da decenni»

Alla festa di Correggio i deputati Pd Richetti e Marchi hanno spiegato le ragioni del sì al referendum

2 MINUTI DI LETTURA





«Il fatto che il comitato per il sì abbia raccolto 600mila firme, più di quelle per il no, è un fatto importante perché non era affatto scontato». Lo ha detto venerdì sera il deputato del Pd Maino Marchi, partecipando a un dibattito alla festa di Correggio insieme al deputato Matteo Richetti.

I due parlamentari hanno spiegato le ragioni per le quali voteranno sì alla riforma costituzionale, ritenuta un elemento di modernizzazione del Paese, in particolare per il superamento del bicameralismo perfetto e paritario. «Un bicameralismo - ha detto Richetti - che spesso è rimasto di facciata perché ha spinto i governi a mettere la fiducia o una delle camere a non toccare una legge per evitare che tornasse indietro».

Marchi ha detto che «della necessità delle riforme se ne parla dagli anni’80 ma non sono mai state fatte» e dunque quanto accade in questi mesi non è un capriccio dell’attuale maggioranza ma il coronamento di un percorso che la sinistra auspica da decenni.

Il deputato reggiano ha inoltre respinto le critiche di chi sostiene che la riforma costituzionale comporti un accentramento dei poteri. «E’ vero il contrario - ha detto Marchi - perché con la riforma elettorale sono state introdotte le preferenze per i deputati e la scelta del presidente della Repubblica sarà più collegiale di quanto può accadere oggi, dove una maggioranza può avere i numeri per fare da sola, come avvenuto con Napolitano al primo mandato».

Tra gli argomenti che vengono tirati in ballo dagli opposti comitati e creano dibattito tra l’opinione pubblica c’è quello sui costi della politica. Richetti ha però respinto l’idea che si debba fare campagna referendaria su questo tema, nonostante secondo i sostenitori del sì il risparmio dovuto al superamento del Senato elettivo, sarà nell’ordine del 20%. «L’obiettivo deve essere quello di far funzionare bene le istituzioni ed è questo ciò di cui si deve parlare».

La campagna per il referendum avrà sicuramente toni accesi, legati anche alla politicizzazione dell’evento, perché sarà anche un referendum sul governo Renzi, «ma dovremo fare lo sforzo di spiegare ai cittadini i contenuti di questa riforma, senza cadere nella tentazione delle semplificazioni», ha detto Richetti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google