Gazzetta di Reggio

Reggio

Ladri arrestati e subito liberati cantano: "Viva l'Italia"

Jacopo Della Porta
Ladri arrestati e subito liberati cantano: "Viva l'Italia"

Reggio Emilia: tre georgiani, catturati dalla polizia, tornano subito fuori e intonano il ritornello di una canzone di Reitano

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Italia, Italia». Il ritornello della canzone di Mino Reitano è risuonato ieri pomeriggio nel corridoio del tribunale di Reggio. A cantarlo un ladro appena rimesso in libertà dopo che il giorno prima insieme a due complici e connazionali georgiani era stato sorpreso a tentare un furto.

Venerdì mattina la squadra mobile della questura ha catturato i tre georgiani, specialisti delle porte blindate, mentre tentavano di rubare in una palazzina di via Lulli a Reggio, vicino alla rotonda dell’acquedotto.
In manette sono finiti tre uomini di 35, 36 e 41 anni. Il più giovane è un pregiudicato, già noto per reati contro il patrimonio. Ieri dopo l’udienza di convalida i tre sono stati rimessi in libertà in attesa del processo, come richiesto dall’avvocato Nicola Tria, e per il solo pregiudicato è stato disposto l’obbligo di dimora e di firma in questura tre volte al giorno. E’ stato a questo punto, di fronte a questo esito che forse non si attendevano, che i parenti degli arrestati hanno iniziato a piangere ed abbracciarsi, mentre uno dei tre scassinatori ha espresso il suo stato d’animo con la strofa di Reitano.

Il tentato furto è stato commesso venerdì all’ottavo piano di una palazzina di via Lulli. Pare che la squadra mobile, che da mesi sta smantellando le bande di georgiani specializzate nelle porte blindate, stesse seguendo la banda. A un tratto i poliziotti hanno visto i tre sospetti entrare nel condominio e sono intervenuti. Alcuni agenti sono saliti all’ultimo piano in ascensore, mentre gli altri hanno cominciato a fare le scale: un modo per stringere i ladri in una tenaglia.

La banda è stata sorpresa mentre armeggiava a una serratura e sono scattate le manette.
L’abitazione presa di mira dai ladri è quella di Andrea Pulvirenti, docente al dipartimento di Scienze della Vita di Unimore. «Mi ha chiamato la polizia venerdì mattina alle 11.30 - racconta il professore -. Ringrazio gli agenti per aver sventato il furto. I ladri avevano già manomesso la serratura, tanto che fino alle ore 18 il fabbro non è stato in grado di riaprirla».

Ieri gli arrestati sono stati portati in tribunale. Il pregiudicato ha raccontato al giudice Luca Ramponi di essere arrivato dalla Polonia, dove vive da un po’ di tempo, per trovare la madre che è gravemente malata. Mentre si trovava a Reggio, non avendo soldi, avrebbe deciso di compiere un furto.
Il pm Valentina Salvi ha chiesto che i ladri fossero tenuti in carcere, mentre il difensore ha chiesto e ottenuto la liberazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google