Gazzetta di Reggio

Reggio

Viaggio sulla Reggio-Ciano, dove i treni s’incrociano

di Ambra Prati
Viaggio sulla Reggio-Ciano, dove i treni s’incrociano

Ore 18.10: a Barco il binario unico si biforca e le carrozze si fermano Il capotreno scende, chiama la centrale e aziona manualmente i comandi

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La Reggio-Ciano è la linea ferroviaria che più si avvicina a quella pugliese, dove è accaduto il disastro ferroviario che ha riportato d’attualità il tema sicurezza. Abbiamo fatto il viaggio, 40-45 minuti con tempi slow, tra paesini in cui i ragazzi giocano ancora a pallone nel cortile della stazione, un paesaggio in cui la pianura si fa colline e passaggi a livello d’altri tempi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13816020:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/07/14/news/trasporti-sulla-reggio-ciano-treni-come-in-puglia-1.13816020]]

Il biglietto, essendo di Seta e non delle Fs, si compra in edicola: 2,90 per la zona 3, le obliteratrici (accanto a quelle della linea ordinaria) sono nuove. Il trenino – una carrozza unica, con all’estremità le due cabine di comando, dove si trovano un macchinista e un capotreno – arriva alle 17.46 al binario ovest della stazione di Reggio. Binario che, a differenza degli altri, si presenta pieno di erbacce.

La decina di persone che attende, per lo più studenti e pendolari, sale in carrozza (pulita e con aria condizionata funzionante, come comfort meglio dei treni regionali) e si parte in perfetto orario.

Le fermate sono numerose, perciò si viaggia lenti, a 40-50 km/h, tra quartieri, paesi e frazioni: Reggio via Fanti Tribunale, Reggio Santo Stefano, Reggio via Emilia all’Angelo, Codemondo, Cavriago, Cavriago San Niccolò, bivio di Barco, Barco, Bibbiano Fossa, Bibbiano, Bibbiano via Monti, Piazzola, San Polo, Ciano via Medoldo da Canossa, Ciano d’Enza. Al bivio di Barco si arriva alle 18.10: è il punto “incriminato” dove i due treni (quello proveniente da Reggio e quello proveniente da Ciano) si incrociano.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13834765:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13834765:1649755702/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Per pochi metri, il binario unico si biforca, entrambe le carrozze si fermano e alle estremità il segnale diventa rosso. Il capotreno comunica la sua posizione, scende, verifica che sia tutto a posto, con le chiavi apre un ufficio della stazione – sguarnita come tutte le stazioni minori – poi, ricevuto l’ok dalla centrale operativa di Reggio, aziona manualmente il comando che si trova sulla banchina tra i due convogli.

«Non è vero che questa è una linea insicura - afferma il capotreno, che preferisce rimanere anonimo - ci sono tre persone che controllano: io, il mio collega dell’altro treno e la centrale operativa. Perché accada qualcosa, occorre un concorso di errori umani. Certo, manca la tecnologia: questo è ancora il metodo in vigore dal dopoguerra».

La tecnologia arriverà a settembre, ha dichiarato Fer, quando anche per questa linea inizieranno i cantieri per il sistema Scmt, l’informatizzazione che, in caso di presenza di un altro treno o anche solo di una squadra di tecnici, bloccherà il convoglio in automatico, impedendo il passaggio. Intanto siamo arrivati a Ciano, al ponte ad arco e al capolinea, con diversi binari ciechi che muoiono in caseggiati.

«Qui una volta c’erano i depositi - spiega il capotreno - questa linea è un pezzo della storia ferroviaria reggiana. Certo, sulle altre linee minori, Guastalla e Sassuolo, si è fatto qualche ammodernamento di più. Ma a me piacerebbe conservare qualcosa della ferrovia di una volta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google