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La tragica morte di Giulia Atlante: «Ho urlato, ma lei non mi rispondeva»

La tragica morte di Giulia Atlante: «Ho urlato, ma lei non mi rispondeva»

La drammatica testimonianza di Davide, 27 anni, che ha subito avvisato i famigliari e il 118

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GUASTALLA. «Mi aveva inviato un sms alle 3.10 per dirmi che era arrivata a casa della sua amica di Suzzara e che stava salendo sulla sua auto per poi trovarci un attimo per un saluto. E' stata l'ultima volta che mi ha contattato. Poi il silenzio».

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A raccontare i drammatici momenti del ritrovamento del corpo di Giulia Atlante, imprigionato nell'auto precipitata in un fossato, è il fidanzato Davide, 27 anni.

«L'ho aspettata per diversi minuti, ma non arrivava mai. Così ho contattato i famigliari di Giulia per sapere se era a casa. Ho pensato che avesse avuto un guasto all'auto o un contrattempo. Ma se così fosse stato, per non farmi stare in pena, avrebbe chiamato anche a me, e io le sarei andata incontro. Tutto quel silenzio però mi ha preoccupato. Così, in accordo con i genitori di Giulia, abbiamo cominciato a cercarla. Io mi sono diretto da una parte e loro dall'altra. L'abbiamo cercata per ore. Arrivato sulla provinciale 50 mi sono fermato su uno spiazzo a pochi metri dalla recinzione dell'Iveco. C'era un fosso completamente coperto dall'erba. Dalla strada non si poteva vedere nulla. Ho visto la sua Fiat Punto piegata su un fianco, adagiata sul fondo, con il muso completamente distrutto. Lei era dentro l'abitacolo, con i piedi sul cruscotto. Ho urlato, ho provato a chiamarla, ma non rispondeva. Non respirava più...».

Il ragazzo, ripresosi per un attimo dallo shock, ha subito chiamato i genitori di Giulia, che si sono precipitati sul posto. Immediata la chiamata al 118 e ai carabinieri di Suzzara.

Sul luogo dell'incidente c'era anche l'amica suzzarese con la quale Giulia, poche ore prima, aveva festeggiato il compleanno. E' scoppiata in lacrime: «Mi sento in colpa». Ma i famigliari di Giulia l'hanno abbracciata e tranquillizzata. (m.p.)

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