Minori in affido, a Reggio Emilia i casi sono 258
Soncini sulla nuova legge regionale: «Sarà rispettato un ordine che vede le famiglie al primo posto»
REGGIO EMILIA. «Per gli affidi, dovrà essere rispettato un ordine che vede le famiglie al primo posto, i nuclei mono-genitoriali al secondo e le strutture residenziali al terzo, così come prevede la normativa nazionale, mentre al momento la legge regionale parifica famiglie e strutture residenziali». Così Ottavia Soncini, consigliera regionale Pd e relatrice in aula, commenta uno dei nuovi aspetti della proposta di legge approvata dall’assemblea legislativa sulle Modifiche legislative in materia di Politiche sociali, per le giovani generazioni e abitative, conseguenti alla riforma del sistema di governo regionale e locale. «In Emilia Romagna abbiamo un numero di affidi familiari inferiore rispetto a quelli di altre regioni e prevalgono quelli in comunità. Abbiamo deciso di dare la spinta all’affido familiare, senza promuoverlo solo a parole. Ovviamente resta la decisione del giudice del Tribunale per i minorenni, che farà la scelta migliore nell’interesse del minore».
Su una popolazione di 712.298 minori residenti in regione, sono 3.372 quelli che nel 2014 si sono trovati, per condizioni diverse, a vivere al di fuori delle famiglie d’origine. Tra questi, 1.519 sono stati accolti da famiglie disponibili ad accoglierli a tempo pieno o parziale. Altri 1.853 sono stati affidati a comunità. Dati resi noti dall’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Le province che accolgono il maggior numero di bambini sono Reggio (258), Modena (231) e Bologna (171), secondo gli ultimi dati disponibili al 1 gennaio 2014. La nuova legge armonizza e riordina la disciplina vigente nelle materie afferenti alle politiche sociali, al Terzo settore, alle politiche giovanili e a quelle abitative rispetto al nuovo assetto istituzionale uscito dalla riforma del sistema di governo regionale e locale, a iniziare dalle funzioni prima in capo alle Province.
«In tema di politiche abitative, andiamo ad aiutare chi si trova in difficoltà nel pagamento dell’affitto – aggiunge Soncini – introduciamo un aspetto di flessibilità che aiuterà loro ad avere una casa e, in più, avremo come Regione risorse maggiori da investire in edilizia residenziale sociale». Il provvedimento modifica la legge sulle politiche abitative a partire dalla proprietà indivisa (meno vincoli per trasformarla in proprietà individuale), con la possibilità per le società cooperative di vendere gli alloggi agli affittuari se c’è l’accordo di almeno il 50% dei soci (e non del 100% come richiesto oggi).
«Sono molto contenta delle norme per le politiche a favore dei giovani – prosegue Soncini – andiamo a valorizzare con forza tutti i luoghi di aggregazione e condivisione, le agenzie educative esterne: oratori, parrocchie, centri per le famiglie, associazioni, scout e associazioni del Terzo settore che lavorano con i giovani»
«Porgiamo una mano al terzo settore – conclude Soncini, – semplifichiamo l’iscrizione nel registro regionale a tutte le associazioni di promozione sociale già iscritte nel Registro nazionale con articolazioni sul nostro territorio. Il Welfare emiliano romagnolo deve tanto al privato sociale, alle associazioni, alle cooperative sociali, al volontariato, ai singoli volontari, sempre a contatto con i bisogni dei cittadini».
Infine, nella legge l’abolizione della Consulta regionale per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati, la cui funzione viene già svolta da altri organismi che assicurano la rappresentanza di tutti i cittadini.
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