Scivola dalla Pietra di Bismantova e muore, appello su Facebook: "Recintatela"
Dopo la morte del 18enne Denny Faraboni parte l'iniziativa sul social network. Il presidentee del Parco: "E' prevista l'introduzione di cartelli che mettono in guardia dai rischi"
CASTELNOVO MONTI. La tragedia avvenuta sabato sera alla Pietra, nella quale è morto il 19enne di Pieve, Denny Faraboni, è senza precedenti. Ci sono stati dei suicidi e degli incidenti di montagna tra gli scalatori che affrontano la parete, ma non persone precipitate accidentalmente mentre si trovavano sulla sommità.
In passato, puntualmente di fronte al ripetersi dei suicidi, più persone avevano proposto di recintare la sommità, ma alla fine questa soluzione è sembrata non praticabile, anche per la grande estensione del perimetro della Pietra. Una proposta che però ieri è stata rilanciata, anche da alcuni lettori della Gazzetta, che hanno commentato su Facebook la notizia e si sono chiesti se non sia il caso di prevedere qualche forma di sicurezza, come reti o un parapetto in alcuni tratti.
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Chi si reca alla Pietra di Bismantova affronta i normali rischi di un’escursione in montagna. Il sentiero che porta in cima è classificato come E, escursionistico, e dunque alla portata di tutti. Impegnativo invece, EE, quello che porta alla ferrata e che viene imboccato solo dagli alpinisti.
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I rischi maggiori di questo luogo incantevole sono legati alle frane. Nell’aprile 2004 un’infermiera di 32 anni di Casina morì colpita da un sasso alla testa. Da allora il sentiero è stato spostato di alcuni metri per garantire maggiore sicurezza. Nel febbraio 2015 si è invece verificata una grossa frana, che poteva uccidere chi si fosse trovato nei paraggi.
Dopo quell’evento sono iniziati degli interventi di consolidamento di alcune rocce mentre altri massi pericolanti sono stati distaccati con delle microcariche. «Presto saranno messi dei cartelli - spiega Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano -. Erano previsti prima di questa tragedia. Sono cartelli che avvertono del rischio di caduta massi nella zona dell’Eremo e poi altri cartelli indicano a chi imbocca il sentiero escursionistico che si accede a una zona di montagna, con tutti i rischi che questo comporta».
Il gruppo di amici reggiani coinvolto nella tragedia voleva passare la notte in tenda sulla Pietra. «Potevano farlo - dice il presidente -. Nel parco non è possibile campeggiare, ma il pernottamento in tenda, per meno di 24 ore, è consentito».
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