CoRe e Santa Maria, prove di convivenza
Diventare un’eccellenza nell’oncologia potrebbe avere conseguenze per gli altri reparti. Messori: «Vedo solo benefici»
REGGIO EMILIA. Il CoRe diventa ogni giorno più operativo, cambiando pelle all’intero Santa Maria. Una struttura destinata a diventare un’eccellenza oncoematologica, con la conseguenza che potrebbe portare a Reggio un numero sempre maggiore di pazienti neoplastici, attirati anche dalla qualità dei professionisti reggiani. Un ospedale che, in funzione del CoRe, in questi giorni sta vivendo una fase di trasferimenti dei reparti, sulla quale immancabilmente spunta qualche interrogativo. Come la considerazione di Claudio Pedrazzoli, direttore di Chirurgia generale ad indirizzo oncologico e ricostruttivo. È il suo staffad aver posto fine al calvario di Giuseppe Polistena, 62enne di Viterbo che dopo anni di interventi in tutta Italia ha trovato solo a Reggio la soluzione al suo male. Un intervento delicato, durato sette ore, non di natura oncologica. «Non so se alla luce dei futuri cambiamenti riusciremo ancora a eseguire interventi come quello effettuato al signor Polistena», il commento di Pedrazzoli, con l’auspicio che la «nascita del CoRe possa aumentare la collaborazione fra professionisti».
Risorse, personale, disponibilità di sale, liste d’attesa. Cosa comporterà per il Santa Maria l’apertura del CoRe? «Non vedo nessun rischio, ma solo benefici per la salute dei nostri cittadini – risponde Antonella Messori, direttore generale – non obblighiamo nessuno a fare solo chirurgia oncologica. Il Santa Maria è ospedale di riferimento per la provincia in ambito oncologico, essendo anche Irccs a vocazione oncologica, ma è di riferimento per tutta la patologia complessa, in una rete provinciale nella quale attività chirurgiche di primo livello possono esser sviluppate dai nostri professionisti anche in altri ospedali del territorio». Per Messori, «il CoRe è un orgoglio, ma non ci sono fondi dirottati: tutta l’attività del Santa Maria è garantita e continuerà ad esserlo. Mi sento di dare il massimo delle rassicurazioni».
Fare rete. È il pensiero di Stefano Bonilauri, direttore del Dipartimento di chirurgia generale e specialistiche, dove si fa fronte alle patologie non tumorali, per il quale il CoRe – di cui non farà parte – rappresenta «uno step migliorativo, che non sposta il target delle patologie che andremo a trattare». Nessuna preoccupazione? «Le norme vigenti impongono che i pazienti tumorali debbano essere operati entro trenta giorni – spiega – per gli altri, i tempi sono meno pressanti. Capisco le preoccupazioni di quanti ipotizzano che l’aumento della domanda di pazienti tumorali comporti il rischio di “trascurare” gli altri, ma non è così. Nè per risorse, che di certo non sono mai abbastanza, nè per il personale: recentemente abbiamo avuto una sostituzione nello stesso giorno di un trasferimento, il massimo dell’efficienza». Per Bonilauri, «la rete è già messa in pratica: per ridurre l’attesa di pazienti senza complessità, li trasferisco a Scandiano, dove li seguo di persona. Proteste? Mai trovato un paziente che abbia detto no. Credo che la differenza la faccia il professionista, non l’ospedale. Il chirurgo del futuro deve essere pronto a spostarsi».
Secondo Verter Barbieri, direttore del Dipartimento chirurgia generale e specialistiche e di Otorinolaringoiatra, «il CoRe dà un salto di qualità. Non ne risentirà la qualità del resto dell’ospedale». Ma basterà il personale? E le strutture? «Il problema del personale, quando e se sarà si manifesterà, verrà affrontato nei termini dovuti. E comunque finora a tutte le riunioni cui ho partecipato dall’amministrazione c’è sempre stata disponibilità nel far fronte nel modo dovuto. Se la maggiore affluenza di pazienti tumorali avrà conseguenze sulle liste d’attesa, vedremo cosa fare. Penso che non si debba temere un ospedale dove aumenta l’utenza. Credo invece che sarebbe un vero problema avere un’ospedale dal quale la gente vorrebbe soltanto scappare». (e.spa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
