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Il Credem è una cassaforte crediti deteriorati ai minimi

Il Credem è una cassaforte crediti deteriorati ai minimi

Lo storico direttore generale Adolfo Bizzocchi lascia una banca che occupa le alte classifiche del sistema bancario italiano internazionale

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REGGIO EMILIA  A pochi giorni dall’annuncio dell’uscita di scena dello storico direttore generale Adolfo Bizzocchi, il Credem torna a occupare le alte classifiche del sistema bancario italiano, con riflessi anche sulla vetrina europea. Il Credito Emiliano, infatti, brilla di luce propria anche sugli indicatori Texas ratio. La banca reggiana partecipata dalla famiglia Maramotti è al 43% dell’indicatore che valuta la forza di una banca nel sostenere il peso dei suoi crediti non performanti. Proprio quei non performing loans (Npl) che sono la bestia nera delle banche italiane ma non solo.

La banca retail che ha sede in via Emilia San Pietro concede prestiti a chi è in grado di restituirli, formula che si è interrotta con l’appesantirsi della crisi ancora in atto. Nella classifica delle prime 10 banche italiane, il Credem è quello che performa meglio e che vanta un indicato che è la metà del secondo in classifica, il colosso italiano Intesa Sanpaolo. Abbastanza per darsi l’ennesima pacca sulla spalla, segno di una gestione oculata dei crediti problematici lordi (Npl), che a fine 2015 erano pari al 6,1% del portafoglio crediti, contro una media del sistema ferma al 16,5%.

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