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LUZZARA, l’incidente di 25 anni fa

La nonna perse un figlio nel 1991 è socia delle “Vittime della strada”

La nonna perse un figlio nel 1991 è socia delle “Vittime della strada”

LUZZARA. Difficile conoscere quale sia il disegno divino che si cela dietro a disgrazie che colpiscono sempre le stesse famiglie. Luigia Bonaffini, 77 anni, da tutti conosciuta come Luisa, nonna di...

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LUZZARA. Difficile conoscere quale sia il disegno divino che si cela dietro a disgrazie che colpiscono sempre le stesse famiglie. Luigia Bonaffini, 77 anni, da tutti conosciuta come Luisa, nonna di Giulia Atlante, la giovane morta nell'incidente di sabato notte alle porte di Suzzara, è distrutta dal dolore. Non è bastato perdere un figlio in un incidente stradale avvenuto il 14 marzo 1991 a Luzzara (da allora è socia dell’Associazione famiglie delle vittime della strada); non è bastato, un anno fa, vedersi rubare il marito alla vita da una grave malattia. Ora deve piangere anche la nipote di appena 21 anni. Cose del genere fanno perdere il senno a chiunque.

«Una tragedia – afferma la figlia Angela –. Mia madre è una donna forte, ma in questo momento non riesce a dire una parola. Piange continuamente e, oltre al dramma della nipote, le vengono alla mente i ricordi del figlio Roberto e del marito».

Ieri mattina, Carla Mariani Portioli, dell'Associazione famiglie vittime della strada, aprendo la Gazzetta di Reggio si è trovata di fronte alla terribile notizia della morte di Giulia Atlante: «Dobbiamo aggiungere anche questa stella in cielo? Una morte assurda che al momento non ha nessuna spiegazione. Sono vicina alla famiglia perché Giuseppe, papà di Giulia, è stato un mio collega di lavoro ai tempi della Technoblock di Motteggiana (Mantova). Lavoravamo nello stesso reparto. Adorava la figlia. Le piaceva molto studiare e a scuola era molto brava. In più, Angela, la zia di Giulia, ha accudito mio figlio Raffaele, da piccolo, quando restavo fuori per lavoro. Sono tutte persone splendide che non meritano di soffrire così tanto – ha detto ancora la Mariani –. Come ho detto domenica per la morte di Davide Iaquinta, nell'esprimere il mio cordoglio ai famigliari, so cosa significa perdere un figlio in un incidente. Io l'ho perso quando aveva 18 anni. Per una famiglia è una cosa devastante, che ti cambia la vita. Per sempre. E la cosa più assurda è che nel caso di Giulia non si conoscono ancora le cause dell'incidente. Era una ragazza tranquilla, dedita allo studio, al volontariato, senza vizi né stravizi». (m.p.)

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