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processo

Botte agli agenti, è ancora nei guai

Dieci mesi per l’uomo che era già stato condannato per omicidio

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REGGIO EMILIA. È stato condannato a dieci mesi l’egiziano 41enne Mohamed Alì Zedan Samir. Il pubblico ministero ne aveva chiesti 12. Doveva rispondere dei reati di lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti risalgono a qualche tempo fa. L’uomo, ospite della Casa della carità nella parrocchia di San Luigi, si era recato all’ufficio immigrazione della questura per ritirare il permesso di soggiorno. Ma pesava quanto accaduto qualche mese prima: in quell’ufficio il 41enne fece un gestaccio agli agenti. Perchè si era stancato di aspettare, ha poi raccontato l’uomo.

Quando era tornato, a giugno, gli avevano chiesto di entrare in saletta. Accertamenti presi male dall’uomo che aveva dato in escandescenze. Risultato: un agente era rimasto ferito, e si era fatto refertare. Due i giorni di prognosi. Da qui l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Anche l’egiziano era stato medicato riportando la stessa prognosi. Ma in aula, il 41enne aveva detto di essere stato aggredito nella saletta dai poliziotti. Il suo avvocato, Maurizio Attolini, aveva chiesto il rito abbreviato condizionato: voleva venisse sentito il parroco don Matteo, della parrocchia di San Luigi. Ma il giudice Dario De Luca ha detto no. E infine è arrivata la condanna.

Pesa il passato del 41enne: dieci anni fa circa venne condannato a dieci anni per l’omicidio di un connazionale, avvenuto a Bologna. Lui ha sempre sostenuto per legittima difesa. Da poco era tornato in libertà. Ora ha l’obbligo di firma. Il legale si riserva di ricorrere.

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