Il saluto della scuola alla “piccola peste” «Ora solo il vuoto»
REGGIOLO. Poco prima del rito dell'acqua e dell'incenso sulla bara di Davide Iaquinta alcuni cugini e l'amico Alessandro hanno letto un messaggio ai quali si è aggiunta, poco dopo la benedizione...
REGGIOLO. Poco prima del rito dell'acqua e dell'incenso sulla bara di Davide Iaquinta alcuni cugini e l'amico Alessandro hanno letto un messaggio ai quali si è aggiunta, poco dopo la benedizione finale, Tindara Crimi, collaboratrice scolastica dell’istituto “Mario Carrara” di Guastalla. La scuola che il 17enne frequentava fino a qualche mese fa. Parole accolte da fragorosi applausi da parte di tutta la gente presente nella casa comunità: «Ciao piccola peste. Sei cresciuto insieme a noi e continuerai a farlo perché le persone con un gran sorriso come il tuo non si dimenticano mai – ha detto un cugino con la voce rotta dal pianto –. Anche in questo momento di dolore, riesci a strapparci il sorriso ricordando tutti i guai che combinavi e tutti i dispetti che ci facevi. A tal proposito potremmo scrivere un libro. Ma in questo momento l'unico nostro pensiero è: come faremo senza te? Senza il tuo sorriso, senza quello sguardo da furbetto». Un'altra cugina, poi, ha aggiunto: «Sei un ragazzino per noi, la piccola peste della famiglia. Ma ora hai un compito molto più importante da fare, anche se tu, con i compiti, non hai mai avuto un gran bel rapporto. Resterai per sempre nel nostro cuore: la stella più bella di tutto il cielo del mondo». E poi un lungo, commosso, abbraccio pieno di lacrime. L'amico Alessandro invece non se l'è sentita di leggere e ha passato la lettera ad un sacerdote: «Ciao Da, amico mio. Quante ne abbiamo combinate! Quanti scherzi, quante risate e quanti discorsi seri. Non bisogna per forza avere legami di sangue per essere uniti. Io e te eravamo fratelli per scelta. Ero pronto a dare la vita per te. E invece quella tragica sera io non ho potuto fare niente. Perdonami se non ti ho protetto. Ci saremo per ricordati vivo e sempre con noi. Oltre la morte c'è la luce? Allora tu brilla più che puoi affinché possiamo vederti».
Infine il saluto dell'istituto scolastico Carrara: «Ti ricordiamo con tanto affetto e gioia. Adesso che ci hai lasciato resterà un immenso vuoto. Con i tuoi sorrisi ci riempivi le nostre giornate ed anche con le tue marachelle. Ti ricordiamo così per sempre. Ciao Davide. I tuoi amici, i docenti, il personale Ata. Tutti. Arrivederci. A presto». (m.p.)
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