Lollo, lo scoiattolo salvato che non vuole lasciare il Cras
Il piccolo roditore è caduto da un nido a Reggio Emilia ed è stato svezzato dai volontari. Per due volte lo hanno liberato ma lui ha deciso di tornare dai suoi amici umani
SAN POLO D’ENZA (REGGIO EMILIA). La prima regola, per chi maneggia animali selvatici, è quella di evitare che vengano “imprintati”. Gergo tecnico per dire che i contatti con gli umani devono essere ridotti al minimo - cure e nutrimento - per far sì che possano tornare in natura senza traumi e capaci di farcela da soli.
Con Lollo, uno scoiattolo recuperato a fine estate dell’anno scorso e ospite al Centro animali selvatici Matildico, per cause di forza maggiore le cose non sono andate proprio così. «Lo abbiamo trovato a Reggio, caduto da un nido nei pressi di Villa Verde. Così, lo abbiamo svezzano noi - racconta Ivano Chiapponi, il responsabile della struttura - Quando sarebbe stato pronto per essere reimmesso in natura era già troppo tardi, il freddo avanzava. Non ce la siamo sentita di metterlo a rischio».
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Così, Lollo si è fatto l’inverno in struttura. Nonostante le precauzioni, inevitabilmente, ha famigliarizzato un po’ di più con gli umani che lo hanno salvato. L’obiettivo però è stato sempre quello di riconsegnarlo alla natura e ridargli quella libertà che è fondamentale per un animale della sua specie. «Per due volte, lo abbiamo liberato a due vallate di distanza da qui. Ma per due volte, Lollo è tornato indietro» racconta Chiapponi. Si è fermato in una azienda agricola non molto lontano che ha segnalato al Cras Matildico di Caverzana la presenza di uno scoiattolo un po’ troppo “coraggiosocon le persone. «Abbiamo capito subito che era lui e lo siamo andati a prendere» confida Chiapponi. Ora, il piccolo roditore è tornato al Centro. Ma l’obiettivo resta ridargli la libertà. E forse ci sono buone possibilità di “convincerlo”. «Adesso che è arrivata una femmina di scoiattolo ed è in gabbia con lui, sta diventando più selvatico con noi». E presto, forse, deciderà lui di andarsene.
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