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Niente fumo al parco vicino all’area giochi

Niente fumo al parco vicino all’area giochi

Lo ha stabilito, quasi all’unanimità, il consiglio comunale Maramotti: «Tutti gli spazi ludici dovranno essere recintati»

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REGGIO EMILIA. La legge nazionale non lo impedisce, ma a Reggio sarà vietato fumare all'aperto nelle aree ludiche, cioè in quelle porzioni dei parchi pubblici attrezzate con altalene, scivoli e altri giochi per i bambini. Lo stabilisce la mozione approvata quasi all'unanimità lunedì dal consiglio comunale, che prevede l'attivazione delle misure amministrative necessarie e sanzioni per i trasgressori. Hanno votato a favore ventidue rappresentanti di Forza Italia, lista civica Magenta, Lega Nord, movimento Cinque Stelle, Partito democratico e Sel. S'è astenuto Giorgio Campioli del Pd.

La proposta era stata formulata dai consiglieri Cinque stelle Paola Soragni, Silvia Incerti e Gianni Bertucci ricalcando in forma mitigata la ben più drastica mozione presentata in precedenza dallo stesso gruppo, la quale era stata bocciata il 30 maggio scorso dalla maggioranza consiliare perchè vietava il fumo in tutta l'estensione delle numerose aree verdi comunali.

Il testo varato ieri, invece, limita la proibizione agli spazi dedicati espressamente al divertimento dei più piccoli. Nel documento, infatti, si sottolinea che “il fumo passivo è causa di disturbi e gravi malattie” e si citano, a tale proposito, due sentenze della Corte costituzionale, la numero 202 del 1991 e la 399 del 1996. «Per rendere operativo il provvedimento - osserva Natalia Maramotti, assessore alla sicurezza e alla legalità - occorrerà del tempo, probabilmente fino alla fine di settembre o ai primi di ottobre. Sarà necessario, infatti, modificare il regolamento di polizia locale. Inoltre si dovranno recintare le aree ludiche apponendovi i cartelli di divieto per rendere chiara la normativa a chi le frequenta»,

Si può temere, peraltro, che anche in questo modo la proibizione non venga rispettata, vista la difficoltà di controllare tante piccole aree disperse sull'intero territorio della città. Natalia Maramotti, invece, è ottimista: «Confido molto - spiega - nella coscienza dei cittadini e nella vigilanza degli adulti che accompagnano i bambini. Se un genitore o un nonno vedrà entrare nella recinzione una persona che fuma le potrà immediatamente mostrare il cartello di divieto, invitandola ad allontanarsi di poche decine di metri. Se quella non lo farà, potrà chiamare la polizia municipale, la quale, in ogni caso, effettuerà controlli saltuari anche senza essere invitata». E se qualcuno facesse ricorso contro una proibizione non prevista dalla legge nazionale? «Il Comune - chiarisce l'assessore - la può introdurre perchè non contrasta con una norma sovraordinata. Non sarebbe così se vietassimo di fumare in tutta l'estensione dei parchi, impedendo l'esercizio del libero arbitrio da parte dei fumatori».(l.s.)

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