Stava, il ricordo 31 anni dopo la tragedia
Castellarano: una messa per i dieci rotegliesi morti in quella tragedia. Il sindaco: «Non li abbiamo dimenticati»
CASTELLARANO. Ancora insieme per ricordare la devastazione di Stava e le sue 268 vittime, fra cui dieci rotegliesi.
Ieri era il 31esimo anniversario dal disastro di Stava, la località trentina della Val di Fiemme che alle 12.22 del 19 luglio 1985 venne sommersa da 180mila metri cubi di fango dopo la rottura degli argini dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel. Quel mare di terra di travolse l’intero abitato, uccidendo 268 persone e spazzando via case, strade, boschi. Una distruzione completa della frazione del comune di Tesero che costò la vita anche a sedici reggiani, fra cui dieci abitanti di Roteglia, compreso la piccolissima Lucia Lanzi di soli 8 mesi.
Quella zona della val di Fiemme era una classica meta di vacanze per gli abitanti della nostra provincia, che persero la vita in una tragedia figlia del caso ma anche – come confermato poi dalle sentenze – dell’incuria umana. A Stava morirono dieci rotegliesi. Erano Rossella Ruozzi in Lanzi, 28 anni; Lucia Lanzi, 8 mesi; Wilma Prati in Ruozzi, 56 anni; Lidia Ori in Lanzi, 25 anni; Matteo Lanzi, 4 anni; Renzo Lanzi, 66 anni; Giacomino Tosi, 47 anni; Fausto Bondioli, 39 anni; Valentino Palladini 47 anni; Adriano Tonelli, 43 anni. E rimasero schiacciati anche altri sei reggiani, Giorgio Panisi, 8 anni, di Fabbrico; Alda Mariotti in Panisi, 44 anni, di Fabbrico; Andrea Ruggeri, 60 anni di Cadelbosco Sopra; Luigi Romano Terenziani, 41 anni, e Romana Grisanti, 37 anni, di Villa Cella; Rinaldo Grisanti, 75 anni di Bibbiano. Ieri sono state ricordate sia a Roteglia che in Trentino, dove ogni anno si svolge la cerimonia ufficiale con le autorità nazionali e le delegazioni dei vari paesi colpiti, organizzata dalla Fondazione Stava creata dai parenti delle vittime. Il vicesindaco di Castellarano Paolo Iotti era là, come rappresentante ufficiale della comunità rotegliese. Anche a Roteglia si è tenuta una celebrazione, officiata alle 19 al santuario Santa Maria a suffragio delle dieci vittime locali, e fra i presenti c’era il sindaco Giorgio Zanni.
«A distanza di 31 anni è più che mai vivo il ricordo di una delle più gradi tragedie ambientali del nostro Paese. Tragedia che ha colpito da vicino la nostra comunità, in particolare quella rotegliese» riflette ora Zanni, che cita le tante attività messe in campo negli anni per tenere viva la memoria di quella disgrazia e di quelle persone travolte mentre si stavano godendo le vacanze in un luogo bellissimo. «Qui il ricordo continua a vivere grazie ai familiari e ai superstiti di questa tragedia, grazie al lavoro dell’associazione del “Gers - Gruppo Escursionisti di Stava”, al parco di Roteglia dedicato alla memoria degli scomparsi, alla Pieve posta sul Pilastrino ed a due borse di studio assegnate ogni anno dall'associazione a studenti del paese meritevoli».
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