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Un bagno di folla per dire addio a Davide

Un bagno di folla per dire addio a Davide

Reggiolo: ieri l’ultimo saluto al 17enne morto nell’incidente d’auto, presenti tutti i suoi amici e il cugino Vincenzo

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REGGIOLO. Un'immensa folla ha dato, ieri mattina, l'estremo saluto a Davide Iaquinta, il 17enne studente dell'istituto “Mario Carrara” di Guastalla morto nel tragico incidente di venerdì sulla strada arginale tra Tagliata e Guastalla. Lì, nello stesso incidente, era rimasta gravemente ferita Maria Francesca Formisano, l'altra 17enne deceduta l'altro ieri all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Il carro funebre con la salma del giovane ha fatto una breve sosta davanti all'abitazione della famiglia Iaquinta, in via Vittorio Veneto, per poi fare tappa a palazzo Sartoretti dove ad attenderlo c'era il sindaco Roberto Angeli insieme a centinaia di persone. Tra queste un gruppo di amici di Davide Iaquinta che hanno indossato t-shirt con le foto del loro amico. Anche Vincenzo Iaquinta, il calciatore della Nazionale e della Juventus, cugino del 17enne, è stato sempre vicino ai familiari, come sempre in questi giorni.

Alle esequie erano presenti anche Davide Mesoraca, pietrificato in viso, e Federica Pezzoni, seduta su una carrozzina. Anche Nicola Formisano, fratello della 17enne deceduta in seguito all'incidente, era tra gli amici di Davide. E con grande senso di responsabilità Nicola ha dispensato parole di conforto sia a Davide Mesoraca che di incoraggiamento a Federica Pezzoni. Da palazzo Sartoretti è partito poi un lungo e folto corteo che ha raggiunto la casa comunità di via Marconi dove è stata celebrata la messa.

Davanti alla porta d'ingresso due file di cesti colmi di fiori. La bara di Davide, coperta di rose bianche, è stata portata in chiesa a braccio dagli amici. La messa è stata concelebrata da don Francesco Avanzi, don Guerrino Franzoni, don Andrea Volta e dai diaconi Fabrizio Fusari ed Enrico Mausoli. «La vita dei giovani è un'immensa speranza: tutto sembra possibile. Sogni infiniti, anche quelli di Davide, sempre allegro, mai arrabbiato, mai triste – ha detto nell’omelia don Avanzi - “una simpatica peste”, pieno di vita come Francesca, come sicuramente Federica che ho visto prima. I ragazzi di questa età sono vivaci, premurosi, a volte hanno troppa voglia di vivere ma è giusto così. Ma poi ad un certo punto ci si accorge che questa stessa vita è fragile. Che non ne siamo noi i padroni. Sono tante le storie di vita da raccontare e sarebbe bello ascoltare quelle di questi ragazzi. Purtroppo però qualche volta le ascoltiamo tardi, anche se diceva il poeta Cesare Pavese “non si muore d'estate"». Durante la messa alcuni cugini, un amico e una rappresentante dell'istituto “Mario Carrara” di Guastalla hanno letto alcuni pensieri dedicati a Davide Iaquinta, ribattezzato da tutti, simpaticamente “piccola peste”. Al termine, prima che il carro funebre partisse per l'ultimo viaggio verso il cimitero di Reggiolo, Francesco Iaquinta, papà di Davide, ha lanciato in cielo decine di palloncini bianchi e azzurri con i messaggi scritti dagli amici e dai parenti del 17enne tragicamente scomparso venerdì scorso. (m.p.)

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