«Un titolo in scandaloso ritardo»
L’avvocato Burani difese Öcalan. «Bisognava conferirgliela molti anni fa»
REGGIO EMILIA. «Sono per il conferimento della cittadinanza onoraria a Öcalan e al popolo curdo ma trovo che sia scandaloso avergliela data solo adesso. Un ritardo incredibile rispetto a ciò che si meritavano». A parlare non è un militante qualsiasi bensì l’avvocato reggiano Vanier Burani: il legale degli “ultimi” e delle cause spesso più spinose, legate ai diritti collettivi più che agli interessi particolari. Un’inclinazione che lo portò ad essere anche uno degli avvocati del collegio di difesa di Öcalan quando, giunto in Italia, fu colpito da un decreto di espulsione contro il quale Burani si oppose. Poi la storia si concluse con sentenza avversa e Öcalan fu consegnato alla Turchia, che lo tiene in stato di detenzione di massima sicurezza, senza più contatti con il mondo esterno. «Queste onorificenze sono tardive e secondo me sono strumentali - dice Burani -. È un appoggio tardivo che viene riconosciuto ai curdi perché sono impegnati in prima linea nelle lotte contro il califfato islamico». Il popolo curdo, infatti, ha assunto un importante ruolo nella difesa del Medio Oriente dalla guerra di conquista generata dall'Isis, in particolare nella riconquista della città di Kobane e degli altri territori occupati illegalmente dal califfato. «Noi diamo loro la cittadinanza onoraria solo perché ci serve il loro aiuto. Ma non riconosciamo pubblicamente la loro indipendenza. E sono anche convinto che, anche dopo la rappresaglia di Erdogan seguita al golpe turco, saranno sempre loro a pagare un prezzo spaventoso». «Il presidente Öcalan è il legittimo rappresentante del popolo curdo, ed è il simbolo della sua lotta di autodeterminazione, per la pace e la risoluzione della questione curda e del conflitto mediorientale» ha detto nei giorni scorsi Ozlem Tanrikulu, presidente dell’Ufficio d'informazione del Kurdistan, in rappresentanza del popolo curdo, presente nella Commissione consiliare a Reggio Emilia. (e.l.t.)
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