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Crescono Pil e occupati L’Emilia rialza la testa

di Enrico Lorenzo Tidona
Crescono Pil e occupati L’Emilia rialza la testa

In un anno 1,1 miliardi di fondi europei impegnati e altri 13,5 miliardi sul piatto Il presidente Bonaccini: «Numeri invidiabili: 1 miliardo solo per opere pubbliche»

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REGGIO EMILIA. Con 35mila occupati in più nel primo trimestre 2016 (+1,8%), la stima di un tasso di disoccupazione al 7% a fine anno e di un Pil regionale a +1,3%, la Regione Emilia-Romagna vede un futuro timidamente “rosa”, ma soprattutto promuove il Patto per il lavoro, l'atto di programmazione politico-economico col respiro della legislatura sottoscritto un anno fa dalla Giunta Bonaccini e oltre 50 soggetti sociali. Volano della crescita quel 1,1 miliardo di fondi europei già impegnati nel primo anno e mezzo di programmazione, cui vanno aggiunti 400 milioni di cofinanziamenti privati, che fanno dire che il 44,1% delle risorse siano già vincolate. Dei 15 miliardi da impiegare entro il 2020 (fra fondi europei, statali e regionali) ben 13,5 sono già destinati. Dati che fanno dire al presidente Stefano Bonaccini che, al netto delle turbolenze internazionali (come Brexit, terrorismo, o Turchia), l'Emilia-Romagna potrebbe arrivare a dimezzare entro il 2020 la disoccupazione dal 9% iniziale.

Nel quadro di generale incertezza internazionale, il territorio emiliano-romagnolo con il suo alto tasso di coesione sociale potrebbe offrire una stabilità tale da renderla ancora più appetibile per investimenti. È il paradosso messo in evidenza dal presidente Stefano Bonaccini e dall'assessore al Lavoro Patrizio Bianchi. «Pur in una situazione caratterizzata da turbolenze mondiali, dalla Brexit al terrorismo, questi sono numeri invidiabili - ha detto Bonaccini commentando un anno di Patto per il Lavoro - In questo anno, grazie alla collaborazione di tutti, abbiamo messo l'Emilia-Romagna nelle condizioni di essere una regione che attrae investimenti». «La situazione internazionale è complicata - ha aggiunto Bianchi - poter offrire in Europa un territorio in cui il sistema di Governo, assieme alle parti sociali, programma ed è stabile, la rende attrattiva. È un'opportunità». Una caratterislioni); sviluppo locale (87 milioni), politiche culturali (19 milioni). All’attuazione e programmazione degli interventi si aggiunge l’azione della Regione per rendere più competitivo il sistema Emilia-Romagna. Dopo il taglio ai costi della politica (-15 milioni) che ha segnato l’inizio della legislatura, obiettivo prioritario della Giunta è stato il riordino istituzionale e la ridefinizione dell'assetto organizzativo regionale. E’ stato portata a termine la riforma del governo locale con il completamento del processo di trasferimento del personale in servizio presso le Province e sono stati istituiti 14 nuovi Comuni, esito della fusione di 38 comuni. E ancora: la Giunta ha approvato il piano per il dimezzamento delle società partecipate (con l’uscita da 9 società e la riduzione da 7 a 4 delle società in house; 11 milioni i risparmi stimati).

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