Gazzetta di Reggio

Reggio

«Grazie Giulia per tutti i tuoi sorrisi»

di Mauro Pinotti
«Grazie Giulia per tutti i tuoi sorrisi»

Una folla commossa si è riunita per i funerali della 21enne morta in un incidente d’auto mentre tornava a casa

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«Siamo proprio in tanti a dire giazie al Signore per averci dato la gioia di conoscere Giulia. In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi, telefonate di famiglie che sono in vacanza che avendo appreso questa notizia hanno sentito il bisogno di esprimere la loro vicinanza alla famiglia e alla nostra comunità».

A fatica e con la voce rotta dal pianto, don Lorenzo Lorenzini, parroco di Gonzaga, insieme ai sacerdoti della diocesi di Sant’Anselmo, e a chi da lontano ancora impegnato nei Grest o alla giornata Mondiale della Gioventù, e a chi presente sul sagrato della chiesa, hanno dato l’estremo saluto a Giulia Atlante, la studentessa universitaria ed ex allieva del Russell di Guastalla morta sabato scorso in un incidente. Anche il vescovo Roberto Busti, in preghiera da Mantova, ha voluto esprimere la sua vicinanza alla famiglia.

Don Lorenzo ha esortato i tanti giovani presenti a riflettere sul prezioso dono della vita : «Cercate di essere sempre prudenti e responsabili in ciò che fate». Straziante per tutti la vista di quella bara bianca con due rose rosse e la foto che Giulia stessa aveva postato su Facebook poche ore prima della sua improvvisa scomparsa. Anche i coristi non sono riusciti a cantare nel vedere tanto dolore e disperazione nei genitori Giuseppe e Monia, nella zia Angela con in braccio la nipotina Sara, nella nonna Luisa.

E quanto hanno pianto anche i bambini a cui Giulia aveva impartito lezioni di catechismo. «Grazie Giulia per la tua amicizia vera, sincera, senza sotterfugi – ha detto don Lorenzo nell’omelia - Grazie per il tuo sorriso luminoso e costante che rimarrà per ciascuno di noi un dono ma anche un impegno a prolungarlo. Tante volte siamo dei “musoni”: un sorriso porta calore tra di noi. Grazie anche per te, che sapevi che la cosa più importante era stare in compagnia. E quando c’era da starci tu c’eri: continua ad esserci, soprattutto adesso. Grazie per il buon senso che avevi della tua famiglia, considerato che quando vedevi una persona giù di morale, soprattutto un amico, ti facevi in quattro pur di tirarlo su. Ora sta molto vicino ai tuoi. Rassicurali che non li abbandonerai mai. E quando vedrai che faranno tanta fatica cerca tutti i modi, a te possibili, per alleviarla. Tutto questo ora tu lo puoi fare meglio di noi. Grazie anche da parte della comunità cristiana di Gonzaga, per la tua fede semplice e schietta, per il servizio fatto ai nostri bambini e ragazzi col catechismo e Grest, per il tempo donato al servizio degli altri. Cosa portiamo a casa noi da questa esperienza straziante? Non siamo immortali. Lasciamo un segno forte del nostro passaggio in questo mondo, affinché chiunque ci abbia incontrato possa sempre benedire il Signore. Non dimentichiamo mai che le tragedie non succedono solo agli altri – ha concluso don Lorenzo con le lacrime agli occhi – ma possono succedere anche a noi. La vita non dà una seconda chance. Non giochiamola male in nessun modo. Le lacrime che verseremo e faremo versare siano di felicità per gli obiettivi grandi che ci siamo prefissati e che abbiamo raggiunto».

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