Il gelato migliore d'Italia? E' al Capolinea di Reggio Emilia
Primo posto secondo dissapore.com per la cremeria di viale Simonazzi. E anche il Corriere ne tesse le lodi
REGGIO EMILIA. Che il gelato sia uno dei cibi più amati non è una novità. Tante canzoni ne fanno le lodi. Lucio Battisti cantava “il carretto passava e quell’uomo gridava gelati”. Con Lucio Dalla “nella spiaggia di Riccione” ci sono “il gelato e l’ombrellone”. Con Paolo Conte il gelato è "al limon", mentre Fiorello tra la “pelle bruciata, gli occhiali da sole” inneggia a “granite, cocco, gelati al limone”.
Insomma, il gelato, tanto amato ed elogiato, come ogni buon cibo che si rispetti vanta anche diverse classifiche ad hoc che premiano le migliori gelaterie artigianali italiane. Ecco che tra le più importanti ci sono quella del Corriere della Sera e quella del sito di cibo Dissapore. Ecco che in entrambe le classifiche spunta una gelateria reggiana: la Cremeria Capolinea, al 39esimo posto sul Corriere e al 1° su dissapore.com.
Molto soddisfatto il titolare Simone De Feo, che dal 2010 gestisce la gelateria di viale Simonazzi 14, in città. “Proprio non me lo aspettavo –dice -, ci speravo ma non pensavo di arrivare sul podio di Dissapore e di essere scelto dal Corriere”.
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A questo punto è d’obbligo chiedergli quale sia il segreto di un tale successo. “Mi sono sempre confrontato tanto con i colleghi, dietro ogni gusto di gelato c’è una grande ricerca delle materie prime, un’attenzione quasi maniacale per i prodotti. Amo entrare in contatto diretto con i produttori e i lavoratori”.
Ecco che ad esempio le nocciole arrivano dal Piemonte, le arance dalla Sicilia, i limoni dalla Costiera Amalfitana. Tanti prodotti sono made in Reggio: come il latte, il grano tostato, l’aceto balsamico, le pesche, le fragole, le albicocche e le ciliegie vengono da piccole realtà locali. “Non uso niente di preparato perché il gelato è amore per la semplicità”, continua De Feo.
Al Capolinea si possono trovare gusti anche molto particolari, infatti “io e Matteo Razzini cerchiamo di dare spazio alla creatività proponendo gusti anche insoliti e di offrire qualcosa sempre di nuovo e sfizioso ai nostri clienti”.
Fino a sei anni fa Simone faceva tutt’altro: l’insegnante, il postino, l’assistente informatico. Poi un giorno, con la moglie, ha deciso di dedicarsi alla loro passione, il cibo. “Ho fatto un corso alla Cast Alimenti di Brescia, ho girato per le gelaterie migliori d’Italia, faccio continuamente ricerca”.
Tra l’altro Simone, appassionato anche di skatebord e di musica, è appena tornato dal Kuwait dove ha fatto da consulente per l’avviamento di una nuova gelateria, collabora con vari locali in giro per l’Italia, organizza mostre e sostiene progetti benefici.
Prima di lasciarlo non possiamo non chiedergli il suo gusto di gelato preferito, specie dopo che il Corriere ha menzionato il fior di Sicilia: “Sono due, crema e nocciola – conclude -, i più classici di tutti (sorride, ndr)”.
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