Il Pd sui debiti Asp «La maggioranza non ci ha coinvolti»
Carpineti: fa discutere il no al ripianamento in consiglio La minoranza: «Noi abbiamo lasciato con un disavanzo»
CARPINETI. «Debito dell’Asp di Poiago, il Comune non ci ha coinvolto su nessuna decisione, non potevamo certo allinearci in silenzio a scelte già fatte».
Fa discutere a Carpineti la situazione debitoria dell’Asp Don Cavalletti di Poiago, l’azienda di servizi alla persona che opera in buona parte della montagna reggiana. Il buco di bilancio dell’Asp è di 378mila euro e sabato scorso il consiglio comunale di Carpineti ha votato a maggioranza di ripianare propria quota, la più alta fra gli enti pubblici locali, di poco inferiore ai 90mila euro. Per il ripianamento, il primo passo formale è il riconoscimento del disavanzo stesso da parte dei consigli comunali dei Comuni soci. L’opposizione Pd ha votato contro suggerendo piuttosto di vendere alcuni degli immobili in capo all’Asp e l’assessore al Bilancio Enrica Costi si è detta sorpresa della scelta.
Ora, il Pd “ricambia” lo stupore. «Siamo abbastanza sorpresi delle dichiarazioni dell’assessore Costi» ribattono il capogruppo consiliare Stefano Baldelli e il segretario comunale Pd Dario Bottazzi. I due ricordano che «la precedente amministrazione ha lasciato un avanzo di bilancio di circa 300mila euro e che il Comune di Carpineti, grazie alla convenzione stipulata con Iren Ambiente nel 2012, ha potuto beneficiare di ulteriori 84mila euro annui dal 2014 al 2016 per un importo di oltre 250mila euro. Una somma che avrebbe potuto consentire all’amministrazione di fare fronte ai problemi dell’Asp».
Il voto contrario è arrivato perché «la maggioranza non ha voluto il nostro supporto». In che senso? «In questi anni non abbiamo mai fatto mancare il nostro voto quando le condizioni lo hanno permesso. In questo caso però non siamo stati coinvolti, non sono stati condivisi indirizzi e progetti sull’Asp, non è stato fatto nulla, se non chiederci di ratificare un voto quando le decisioni erano ormai prese» spiegano Baldelli e Bottazzi. «Queste condizioni non sono ragionevoli e non si può chiedere che su un tema così rilevante l’opposizione accetti di allinearsi in silenzio alle decisioni della maggioranza. Il voto sul riconoscimento del debito fuori bilancio è senza dubbio una delle decisioni centrali dell’intero mandato ed è giusto che l’amministrazione si assuma interamente la responsabilità e, speriamo sinceramente per il bene di tutti, anche l’onore di questa difficile decisione». La porta non è chiusa, a ogni modo. «Siamo pronti ad incontrare il sindaco e la giunta in qualunque momento per discutere del possibile futuro dell’Asp Don Cavalletti, anche perché non ci sembra che negli ultimi due anni questa amministrazione abbia espresso idee e stimoli significativi in questo senso» sostengono gli esponenti Pd. «Sono numerosi i punti che devono essere discussi e noi crediamo di potere dare suggerimenti utili alla soluzione. Se c’è l’interesse di intavolare un discorso serio incontriamoci. Se viceversa si vuole percorrere la strada delle decisioni prese in solitudine lo si faccia, ma si abbia poi anche il coraggio di approvare autonomamente i provvedimenti e di sopportarne le possibili conseguenze».
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