L’allarme lanciato oltre un anno fa
I sindaci del Tresinaro-Secchia nel maggio 2015 avevano scritto ai parlamentari
REGGIO EMILIA. Il fenomeno dei furti in casa rappresenta non da oggi un’emergenza che i cittadini conoscono bene. E anche gli amministratori, se è vero che già nel maggio del 2015 i sindaci dell’Unione Tresinaro-Secchia avevano sottoscritto e condiviso un documento nel quale manifestavano tutta la loro preoccupazione per l’escalation di furti in zona. Ma non solo, si erano rivolti ai parlamentari non ricevendo peraltro alcuna risposta.
A firmare il documento congiunto erano stati Alberto Vaccari sindaco di Casalgrande. Gianluca Rivi sindaco di Castellarano,Emanuele Cavallaro sindaco di Rubiera, Alessio Mammi sindaco di Scandiano, Fabrizio Corti sindaco di Baiso, Giorgio Bedeschi sindaco di Viano.
«In queste settimane - si legge nel documento datato 30 maggio 2015 - registriamo tra i nostri cittadini una crescente preoccupazione dovuta ai numerosi episodi di furti che hanno colpito le nostre zone. E se da un lato ringraziamo le Forze dell’Ordine per il costante lavoro che stanno facendo per cercare di arginare il fenomeno e di colpirne gli autori, da rappresentanti della collettività chiediamo che anche il Parlamento faccia la sua parte». «Riteniamo infatti - si proseguiva entrando nel merito - che l’iter della riforma d’iniziativa del Governo sul Codice Penale, passata alla Camera e ora ferma al Senato, debba rapidamente concludersi. Siamo convinti che la proposta, che prevede l’innalzamento della pena minima per il furto in abitazione e per altri reati che generano particolare allarme sociale, sia una misura utile per la prevenzione e per garantire ai cittadini la certezza della pena, con la revisione delle attenuanti, per chi viola le loro case». «Chiediamo anche- aggiungevano i sindaci - che nella Finanziaria in discussione s’inserisca lo sblocco delle assunzioni per gli agenti di Polizia Municipale, che sono importanti per il presidio del territorio e permetterebbero di sollevare Carabinieri e Polizia dalle mansioni inerenti i sinistri e la sicurezza stradale, lasciandoli ai loro compiti più urgenti. Oggi le assunzioni sono, di fatto, bloccate, nonostante l’Unione sia finanziariamente in grado di metterle in campo. Lo Stato ci permetta di aiutarlo. Solo così - questa la conclusione ancora oggi più che mai sentita - possiamo garantire la sicurezza ai cittadini».
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