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«Lupi? I cani non dovevano essere legati»

«Lupi? I cani non dovevano essere legati»

Ligonchio, attacco degli ambientalisti sui casi di animali uccisi: «Nessuna prova di un’emergenza»

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LIGONCHIO. «Non vi è certezza che gli attacchi a cani domestici siano opera di lupi: non vorremmo che si stesse montando un caso per abbatterli».

A intervenire su quello che ormai da mesi è un tema al centro dell’attenzione sono, con una nota congiunta, la Lega Abolizione Caccia, Legambiente Val d’Enza e Amici della Terra, rispettivamente per voce di Dino Vecchi, Clizia Ferrarini e Rossella Ognibene.

«Sentiamo di molti avvistamenti, aggressioni ed uccisioni di cani da parte di presunti lupi. Da quanto riportato dalle cronache ci sarebbero situazioni di illecito diffuso: i cani sbranati infatti sarebbero, per lo più, animali da caccia tenuti alla catena, e questa situazione è assolutamente pericolosa perchè impedisce all’animale di fuggire in caso di pericolo e, soprattutto, è assolutamente illegale in quanto la Legge Regionale 5 del 2005, vieta la detenzione alla catena di cani. Chi vigila sul rispetto di questa legge? Qualcuno ha preso provvedimenti verso queste persone che dichiarano di avere tenuto cani alla catena? Si è decisa una campagna di controllo a tappeto per evitare che altri cani siano tenuti in uno stato di illegalità e che diventino facili prede? I cani sbranati erano tutti microchippati?».

«Ma a sbranare i cani sono veramente i lupi? - chiedono poi - Potrebbero essere cani randagi o cani lasciati vagare liberi dai padroni. Quali sono le prove inoppugnabili che dimostrano che sono proprio i lupi a sbranare i cani? Teniamo conto che i lupi di prede ne hanno in abbondanza, e i dati ce li danno i censimenti fatti dai cacciatori, dati utilizzati per definire se sia necessario uccidere caprioli, cervi, daini, e dai dati raccolti di questi animali ce ne sarebbero molti. Allora perchè puntare, senza esitazione, il dito contro il lupo? Perchè dare la colpa al lupo è facile: nell’immaginario di alcuni il lupo è il “lupo cattivo” che sbrana tutto, umani compresi, mentre ci sono dati oggettivi che dimostrano che non è così». Conclude la nota: «Dare la colpa al lupo fa comodo: inserire tra i possibili killer i cani randagi porterebbe a parlare dell’assenza di un canile e di una politica contro il randagismo che sembra proprio non decollare. Per non parlare dei cani padronali lasciati vagare liberamente senza il controllo dei loro padroni. Dare la colpa al lupo è un vantaggio per alcuni: è un vantaggio per tutti coloro che vogliono riaprire la caccia al lupo. Ammazzare un lupo non solo è un atteggiamento anacronistico, ma è anche contro le norme nazionali. A noi sembra che da alcuni si stia cercando una “scusa” per riaprire la caccia al lupo o ai lupi ibridi creando allarme tra la popolazione. Creare l’emergenza e, si sa, nell’emergenza tutto è lecito». (l.t.)

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