Gazzetta di Reggio

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Spionaggio industriale, ditta denunciata

di Francesco Dondi
Spionaggio industriale, ditta denunciata

Casalgrande: azienda di Villalunga accusata d’aver pagato un dipendente della Gmm di Fiorano per avere l’elenco clienti

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CASALGRANDE. Erano riusciti a convincere un dipendente, che poi ha ammesso le proprie colpe, a spalancare le porte dei segreti industriali della Gmm di Fiorano (Modena). Un concorrente di Villalunga ha attinto così a piene mani, acquisendo importanti dati commerciali riservati, grazie ai quali non solo ha contattato e si è proposto a clienti e fornitori dell’azienda fioranese, ma ha anche elaborato e comunicato offerte commerciali dirette ed idonee al loro accaparramento, o comunque ad interrompere il rapporto avviato con la Gmm a proprio vantaggio.

Ma quell’operazione di spionaggio è stata scoperta da Attilio Milani, a capo dell’azienda di famiglia di Fiorano, storica impresa specializzata in trasmissioni meccaniche e che impiega una quarantina di dipendenti. Il sospetto è stato rapidamente confermato, e l’imprenditore, molto conosciuto anche nel mondo del calcio dilettantistico e rappresentato dall’avvocato Silvia Piccinini, ha chiesto l’intervento dei carabinieri della caserma fioranese. Una denuncia che non è caduta nel vuoto; anzi, il maresciallo Mosto, con i suoi uomini, su delega del pubblico ministero Antonella Scandellari della Procura di Bologna, che è competente per la materia, sono riusciti a ricostruire i fatti.

Si è così arrivati a perquisizioni mirate a Sassuolo e a Villalunga di Casalgrande e ai sequestri di materiale probatorio, utile a confermare l’illecito sistema di spionaggio.

«Sono stati riscontrati gravi illeciti – spiegano dalla Gmm – che hanno turbato l’attività lavorativa per un tempo prolungato, pregiudicando significativamente l’esercizio del commercio. È ancora presto per tirare le somme dei danni, perché ancora si prolungano gli effetti dei reati perpetrati».

«Occorre anche verificare – aggiunge Attilio Milani – se i clienti ed i fornitori della Gmm, loro malgrado coinvolti nell’attività criminosa altrui, intendano prendere le distanze dai colpevoli, e occorre altresì che cessino le condotte di concorrenza sleale».

Perché, se il dipendente si è già pentito, a quanto pare non ha fatto lo stesso il concorrente reggiano. «La magistratura indaga – aggiungono dall’azienda fioranese – ma almeno i colpevoli sono noti. La Gmm srl è fiduciosa che il mercato censuri nei fatti condotte illecite ed illegittime, quali quelle perpetrate, arrivando ad espellere e comunque isolare l’operatore che non sappia concorrere secondo correttezza e nel rispetto della legge».

«In tanti anni di attività - ricorda Milani - ho capito che è la correttezza dell’operare che vale “anche perché chi agisce nell’illegalità, lo fa anche con i propri clienti e fornitori e nessuno di questi ha interesse ad operatori di questo tipo”. Ora il punto è garantire ai propri dipendenti il ripristino delle condizioni per lavorare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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