Unigreen, domani l’incontro definitivo
REGGIO EMILIA. Non è stato ancora messo il sigillo ma sembra che l’ultimo incontro, quello avvenuto ieri, potrà essere quello determinante per la sorte dei 35 lavoratori dell’ex Unigreen di Roncocesi....
REGGIO EMILIA. Non è stato ancora messo il sigillo ma sembra che l’ultimo incontro, quello avvenuto ieri, potrà essere quello determinante per la sorte dei 35 lavoratori dell’ex Unigreen di Roncocesi. L’occupazione della fabbrica è scattata venti giorni fa, quando il Gruppo Maschio Gaspardo - leader nella produzione di macchine per la lavorazione del terreno - ha deciso di chiudere a Reggio Emilia. Ieri, dopo l’ennesimo incontro in Provincia, i lavoratori si sono riuniti in assemblea nello stabilimento di via Rinaldi, per votare la nuova proposta scaturita dal tavolo di concertazione tra sindacati e azienda, intermediato da provincia e comune di Reggio. Secondo quanto appreso, la vertenza dovrebbe concludersi venerdì, davanti all’azienda, che prevede il trasferimento delle maestranze reggiane verso Cremona con probabili incentivi. È sicuramente sfumata l’idea originaria: il trasferimento in blocco verso Morsano al Tagliamento, in provincia di Pordenone, a quasi 300 chilometri di distanza. La trattativa era poi proseguita sull’ipotesi Cremona, che non ha trovato però la quadratura facendo saltare il tavolo della trattativa, ripreso poi per volontà dell’azienda, passata a migliori consigli. La Fiom di Reggio ha tenuto infatti il punto insieme ai lavoratori, che hanno occupato la fabbrica portando agli onori delle cronache una battaglia non facile. A Morsano lavorano già 340 addetti tra i 1.800 totali del gruppo, suddivisi in 15 stabilimenti produttivi, di cui 3 all’estero in Cina, India e Romania. La concentrazione era stata studiata per ridurre i costi visti i debiti del gruppo, cresciuto nei ricavi fino a 324 milioni tramite una campagna di acquisizioni che ha pesato notevolmente sul conto economico. (e.l.t.)
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