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Canossa, il caso delle lettere anonime finisce alla Digos

di Ambra Prati
Canossa, il caso delle lettere anonime finisce alla Digos

CANOSSA. Il caso delle lettere anonime di Canossa approda alla Digos, grazie all’intervento del Pd provinciale e del segretario Andrea Costa, che ha presentato una denuncia, contro ignoti, per uso...

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CANOSSA. Il caso delle lettere anonime di Canossa approda alla Digos, grazie all’intervento del Pd provinciale e del segretario Andrea Costa, che ha presentato una denuncia, contro ignoti, per uso improprio del logo del Pd e diffamazione. La vicenda delle lettere anonime ha inizio nel 2015, subito dopo le elezioni che videro vincente la lista civica (appoggiata dal Pd) del sindaco Luca Bolondi contro quella avversaria di Alfredo Gennari.

Da quel momento, privati cittadini non del direttivo né tesserati hanno cominciato a ricevere missive che li invitavano a ritirare, a prezzi scontati, preservativi, bonus benzina e quant’altro. La burla sarebbe finita lì se le lettere, a partire da marzo, non avessero in seguito riportato la carta intestata del Comune. Diverse le denunce - almeno una decina - presentate dal sindaco Bolondi ai carabinieri di San Polo. Le ultime due lettere per di più riportavano il logo del Pd e contenevano “rivelazioni” diffamanti sul marito o la moglie dei malcapitati destinatari. E, «poiché il logo Pd è di proprietà del partito nazionale - spiega Giuliano Ciarlini, segretario Pd di Canossa - il segretario Costa stavolta si è rivolto alla Digos. Ribadisco l’estraneità ai fatti del partito, la severa condanna dei misteriosi autori e la massima solidarietà ai cittadini ignobilmente coinvolti in questo meschino passatempo». Uno strascico del clima avvelenato post-elettorale, che getta più di un sospetto su chi possa essere il responsabile o i responsabili: probabilmente qualcuno di “interno”, non tanto per la carta intestata o il logo (con la tecnologia, facilmente riproducibili da chiunque) quanto per i contenuti. «Dev’essere qualcuno addentro alle dinamiche burocratiche e amministrative - ha concluso Ciarlini - Ma non è detto che sia una certa parte politica, potrebbe essere un terzo soggetto che intende così seminare zizzania e confusione tra la popolazione».

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