Gazzetta di Reggio

Reggio

Riqualificazione negata alle case cantoniere reggiane

di Luca Tondelli
Riqualificazione negata alle case cantoniere reggiane

Castelnovo Monti: Anas premia quelle sulla via Francigena Un progetto vuole destinarle a un utilizzo turistico e ricettivo

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CASTELNOVO MONTI. Nonostante avessero segnalato interesse sia il Comune di Reggio Emilia (per quelle presenti in città e nei dintorni), e la Provincia per quelle presenti nell’area Appenninica, nelle prima 30 case cantoniere avviate a una riqualificazione turistica e ricettiva individuate a livello nazionale non ce n’è nessuna reggiana. Le tre emiliane selezionate sono tutte della provincia di Parma.

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Gli obiettivi dichiarati del progetto sono quelli di aumentare i servizi al cliente stradale, promuovere l’identità territoriale e le unicità del patrimonio locale, coinvolgendo altre realtà esistenti, creare occupazione e nuova imprenditoria. Il bando mette sul mercato, in regime di concessione, le prime 30 case cantoniere in un progetto di riqualificazione che coinvolge Anas, Ministero per i Beni Culturali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Agenzia del Demanio.

A dicembre avevano sottoscritto un protocollo d’intesa che aveva riscosso forte interesse anche in terra reggiana. Che, per ora, restano ferme. «Sono entrate a far parte di questa prima fase del progetto di riqualificazione -spiega una nota di Anas - quelle case che, anche grazie alla collocazione geografica, hanno potenzialità per sviluppare servizi sinergici con i piani di valorizzazione turistico-culturale del territorio»

. Quelle emiliane sono la casa cantoniera “Ripasanta”, lungo la strada statale 62 della Cisa, a Berceto; la casa cantoniera “Monte Marino” sempre a Berceto; quella di Fornovo di Taro, sulla statale 62. La scelta parmense è legata all’individuazione di un percorso specifico che il progetto intende valorizzare: quello del recupero di strutture lungo l’antica via Francigena.

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Eppure anche nel reggiano si sta investendo su questi flussi, in particolare sul rilancio della Via del Volto Santo, che collega Lucca e Mantova e che nella sua parte reggiana in particolare collega la pianura con San Pellegrino in Alpe. In quest’ambito avrebbero potuto avere uno sviluppo interessante anche le case cantoniere, visto che ce ne sono tre in territorio di Collagna, una a Busana, due a Castelnovo Monti, una a Carpineti, due a Casina.

Proprio quella nel centro di Casina per ora è destinata a restare un esempio raro: risistemata ormai 15 anni fa, grazie all’impegno di tanti volontari e associazioni del paese, da pochi anni è stata ceduta gratuitamente dal Demanio al Comune di Casina, ed è un centro propulsivo per attività sociali, culturali, ricreative della comunità. Tanto che è in programma entro breve un ulteriore ampliamento che ne consenta un maggiore uso anche nel periodo invernale.

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