«Ciao, Principessa!» Ultimo saluto a Francesca
Un’altra giornata di cordoglio per la seconda vittima dell’incidente di Guastalla Il parroco: «Lei è dentro di voi». La salma tumulata accanto a Davide Iaquinta
REGGIOLO. Due funerali in tre giorni. E ancora una bara bianca. Martedì l’addio a Davide Iaquinta, ieri mattina l’estremo saluto a Maria Francesca Formisano. Avevano entrambi solo 17 anni. La comunità reggiolese non ha più lacrime. E non vuole più piangere giovani vite.
Ieri si è ripetuto il triste copione di pochi giorni fa: il lungo corteo da via Cappelletta, dove abita la famiglia, i giovani con addosso t-shirt con la foto di Maria Francesca, e la scritta “Ciao principessa”. E questa volta, all’uscita dalla chiesa, i palloncini lanciati in cielo erano bianchi e rosa e sono stati liberati da papà Antonino e mamma Francesca con l’altro figlio Nicola, accanto alla bara della 17enne. Con loro, stretti in un fraterno abbraccio Davide Mesoraca, ancora zoppicante e Federica Pezzoni, con il gesso ai polsi, gli altri due amici rimasti feriti nell’incidente di una settimana fa a Guastalla. E ancora tante, troppe lacrime da parte di amici, parenti e semplici cittadini. Le stesse che erano già state versate per Davide Iaquinta.
E anche per don Guerrino Franzoni, parroco di Reggiolo non è stato facile trovare parole di consolazione: «Intervenire oggi con le nostre parole diventa un’operazione difficile e rischiosa. Forse il silenzio sarebbe il miglior interprete delle emozioni e dei dolori che stiamo vivendo. Con gli occhi che non hanno più lacrime ci resta solo una domanda: perché? Una persona, in questi giorni, avvicinandomi, mi ha chiesto: “Perché abbiamo pregato tutti i giorni per Maria Francesca e non siamo stati ascoltati?”». «Non ho saputo risponderle – ha continuato don Guerrino – Ci sono domande troppo grandi e troppo sproporzionate di fronte a cui nessuna risposta regge. Maria Francesca ha fatto crescere il seme della fede, lo ha coltivato e custodito e lo ha fatto fruttificare pur nella sua breve vita. È una grande lezione per noi. Anche Maria Francesca è stata un seme per ognuno di noi: è entrata nei nostri cuori e nella nostra vita con la sua solarità con la sua voglia di condividere e di aiutare come ha fatto con i bambini del Cres, quest’estate: era stata eletta “il miglior sorriso del Cres”».
Don Guerrino ha ricordato anche la grande generosità della famiglia: «Anche il suo donare gli organi è stato un seme di vita per gli altri perché altri possano avere la felicità di cui il suo cuore era pieno». Rivolgendosi agli amici riuniti a fianco dell’altare don Guerrino ha concluso: «Quando sentirete che Maria Francesca vi manca, cercatela non al cimitero, cercatela dentro di voi, nel vostro cuore, nel bene che vi ha voluto, nei sorrisi che vi ha donato, nel bene che vi ha fatto. Lì non muore niente. Non lasciate che con la sofferenza vada tutto perduto o dimenticato. Vi aiuterà a crescere nella maniera e con i valori giusti». La bara di Maria Francesca è stata portata a spalla dagli amici al cimitero di Reggiolo, dove ora riposa in pace, proprio a fianco dell’amico Davide Iaquinta.
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