Gazzetta di Reggio

Reggio

In tribunale a Reggio quattro giudici in più

In tribunale a Reggio quattro giudici in più

Lo prevede il progetto di revisione delle piante organiche inviato dal ministro Orlando al Csm

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Riequilibrare e ridefinire, anche per fasi successive, l’organico degli uffici giudiziari di primo grado, al fine di una ottimale distribuzione delle risorse disponibili e in una prospettiva di razionalizzazione e di rientro da taluni squilibri. È questo l’obiettivo del progetto di rideterminazione delle piante organiche del personale di magistratura negli uffici giudiziari di primo grado trasmesso ieri dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando al Consiglio Superiore della Magistratura.

La revisione delle piante organiche dei magistrati risponde all’esigenza di restituire efficienza al sistema giudiziario attraverso un moderno modellamento dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari. Il progetto si inserisce in una serie di interventi riguardanti misure di carattere normativo (de-giurisdizionalizzazione e avvio di forme alternative di risoluzione delle controversie; ufficio per il processo; nuovo regolamento di organizzazione del Ministero) e misure di innovazione organizzativa (ufficio del processo; gestione dei fondi europei da parte del Ministero; informatizzazione della giustizia; misure per il personale amministrativo).

Fondamentali sono risultate alcune scelte di politica giudiziaria fortemente sollecitate dal Guardasigilli: la necessità di dare una adeguata risposta alla domanda di giustizia delle aree territoriali cui corrispondono i tessuti produttivi più forti del Paese; specifiche esigenze di presidio del ruolo della giurisdizione sia nei territori caratterizzati dalla presenza di endemici e pervasivi fenomeni di criminalità organizzata sia nei territori dove sono maggiormente avvertite specifiche esigenze di salvaguardia e promozione della coesione sociale. Il progetto ha riguardato tutti i 136 tribunali e le corrispondenti Procure previste dalla nuova geografia giudiziaria, con riferimento ai dati statistici relativi al biennio 2014-2015 (successivo alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie).

I principali indicatori quantitativi di valutazione diventano la domanda di giustizia e la dimensione delle sedi. La domanda di giustizia, misurata dai flussi di affari civili e penali relativi agli anni 2014-2015, diventa il fondamentale criterio di orientamento: l’aumento dei flussi di lavoro in entrata per ciascun ufficio, quindi, come parametro preponderante di valutazione a discapito del rapporto popolazione-magistrati che resta soltanto quale elemento di correzione della misurazione della domanda di giustizia. Le sedi degli uffici di primo grado sono classificate in 5 tipologie: piccoli, medio-piccoli, medio-grandi, grandi e metropolitane.

La domanda di giustizia viene inoltre analizzata secondo alcuni indicatori qualificativi: il numero di imprese presenti sul territorio e la loro concentrazione per circondario; l’incidenza della criminalità organizzata; i fruitori potenziali del servizio giustizia, non residenti ma presenti sul territorio per tutto l’anno o solo in alcuni periodi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google