Gazzetta di Reggio

Reggio

Clacson mafiosi contro Gratteri e Nicaso

di Andrea Vaccari
Clacson mafiosi contro Gratteri e Nicaso

Gualtieri: camionisti alla rotonda accanto al luogo del dibattito. Il sindaco: «Dopo Aemilia, oggi strombazzerebbero meno»

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GUALTIERI. Colpi di clacson suonati con l’intenzione di disturbare il dibattito al quale erano presenti due dei massimi esperti della lotta alla criminalità organizzata: il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali. Questo l’oggetto di un’interrogazione del gruppo d’opposizione “Gualtieri Viva”, discussa nel corso del consiglio comunale che si è svolto giovedì sera e firmata dal capogruppo Giuseppe Caleffi, da Diego Bertelé e da Mariarosa Simonazzi. «Vogliamo conoscere – si legge nel documento – il motivo per cui il sindaco non abbia mai informato il consiglio comunale su quegli avvenimenti e quali provvedimenti dalle forze dell’ordine sono stati intrapresi nel merito. Chiediamo inoltre di essere messi a conoscenza del rapporto di giornata del responsabile delle forze dell’ordine».

Per inquadrare l’argomento, bisogna fare un passo indietro di quasi due anni: siamo nel novembre del 2014, e l’Unione dei Comuni “Bassa Reggiana” organizza in palestra a Gualtieri un incontro con Gratteri e Nicaso al quale parteciperanno oltre 200 ragazzi delle scuole medie e superiori del territorio. In quell’occasione, le forze del’ordine presenti riferiranno poi al sindaco Renzo Bergamini che in quel contesto si segnalarono – nei pressi della rotonda antistante la palestra – diversi colpi di clacson provenienti da alcuni camion in transito, come che i conducenti volessero far “sentire” la propria presenza, a dispetto dell’importante incontro che si stava svolgendo. L’episodio venne poi raccontato in pubblico dal sindaco Bergamini nell’aprile di quest’anno, in occasione dell’intitolazione della palestra stessa a Falcone e Borsellino. «Il mio fu uno sfogo di soddisfazione – racconta Bergamini – perché da pochi giorni erano state recepite, nell’ambito del processo Aemilia, le istanze del Comune di Gualtieri e degli altri quattro Comuni reggiani (Brescello, Montecchio, Bibbiano e Reggiolo, ndr) che si erano costituiti parte civile. E dissi anche che quei soggetti “oggi strombazzerebbero meno”, in quanto quel riconoscimento significò per noi una vittoria. In questo contesto raccontai l’episodio ai cittadini presenti: non ho mai voluto nascondere nulla, il rapporto delle forze dell’ordine non lo abbiamo a disposizione e la vicenda non ha più avuto un seguito. Ciò che conta è che Gualtieri abbia vinto».

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