Rubiera, Cavallaro sul caso Eternit: "La giustizia alla fine arriva"
Soddisfatto il sindaco dopo l'ok della Corte, Maiocchi (Cgil): "Importante anche per Cemental"
RUBIERA. «La giustizia a volte sembra un ruscello di montagna. Gira, cerca la strada giusta per arrivare alla valle. Magari ci vogliono anni per bucare un parete rocciosa: ma arriva».
Usa questa metafora naturalistica, il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, per commentare la decisione della Corte costituzionale che sancisce la legittimità giuridica del processo Eternit Bis di Torino per omicidio colposo aggravato per 258 morti. Un processo che interessa da vicino Rubiera, uno dei paesi italiani che all’amianto e all’Eternit ha già pagato un prezzo altissimo, con 47 vittime accertate, morte per l’esposizione prolungata al materiale isolante.
«La Corte costituzionale ha deciso che, per il processo Eternit bis, il ruscello non può fermarsi. Gli ex lavoratori e i familiari delle vittime dello stabilimento di Rubiera, stavolta, da Roma dove eravamo andati insieme per assistere all’udienza il 31 maggio scorso hanno avuto una voce di conforto», afferma Cavallaro, che il 31 maggio era a Roma con la delegazione rubierese.
La decisione era molto attesa, ed è arrivata dopo quasi due mesi, con complessissime motivazioni giuridiche. Il risultato è che «l’imputato può essere quindi riprocessato per omicidio. Credo che questo principio possa essere utile anche per ogni altra iniziativa presa su questo tema, compresa quella in terra reggiana».
Il milionario svizzero Stephan Schmidheiny, proprietario della Eternit, era già stato processato a Torino per disastro ambientale colposo, perché accusato di aver mantenuta viva la produzione dell’Eternit anche quando la pericolosità del prodotto, causa di molti tumori polmonari, era ormai accertata. La causa è finita per prescrizione dei termini, il dubbio per questo secondo processo era sulla legittimità di un secondo giudizio su Schmidheiny per la stessa vicenda. La Consulta, giovedì scorso, ha dato il via libera.
«Questa sentenza getta nuova luce sui processi in corso anche a Reggio Emilia a partire dalla questione Cemental - commenta Ciro Maiocchi, responsabile salute e sicurezza della Cgil di Reggio Emilia - Una vicenda sulla quale mi chiedo come mai nascano comitati prima dell’udienza e come mai gli ex sindaci di Correggio Marchi, Ferrari, Fantuzzi si sono affannati a fare dichiarazioni pubbliche a favore di Ponti (proprietario Cemental) mentre saranno testimoni nel proccesso. Credo che schierarsi prima di essere ammessi a testimoniare sia una cosa inopportuna». (adr.ar)
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