Gazzetta di Reggio

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Tarantola è libero e vuole a ricorrere al Tar

di Elisa Pederzoli

Brescello: scarcerato il proprietario delle pecore sequestrate, che ora vuole riprendersi gli animali

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BRESCELLO. Salvatore Tarantola è stato scarcerato. E ora è pronto ad affrontare anche la questione pecore. Il suo avvocato, Domenico Noris Bucchi, dichiara: «Valuteremo. Probabilmente faremo ricorso al Tar».

Da settimane, ormai, non si parla d’altro a Brescello e dintorni. Delle centinaia di capi di pecore che l’allevatore di origine siciliana aveva fatto pascolare nelle aree golenali del Po, da Ghiarole, a Guastalla, sino a Luzzara. Un blitz delle forze dell’ordine - Nas, Forestale, polizia municipale - e Servizio veterinario provinciale era scattato. Gli animali, infatti, non avevano alcuna autorizzazione sanitaria - deve essere rilasciata dal sindaco - per andare in giro. Gli accertamenti avevano permesso di accertare un’altra grave irregolarità: molti capi erano privi dell’identificativo auricolare e della documentazione prescritta e che traccia la storia e le condizioni sanitarie di ogni capo. Così, era scattato il sequestro amministrativo. E per parte degli animali anche il trasferimento nel Forlivese, dopo la confisca a cui dovrebbe seguire per legge la macellazione. Mentre le altre - quasi mille - sono ancora ferme a Guastalla, in stallo da un collega allevatore ma ancora sottoposte a sequestro.

La vicenda ha attirato l’attenzione di associazioni animaliste e politici. Come quella dell’onorevole dei Verdi, Sauro Turroni, pronto a un ricorso al Tar. E dell’associazione “La fattoria delle coccole”, che ha chiesto l’affidamento degli animali. Mentre il deputato Carmelo Lo Monte, ex vicepresidente della regione Sicilia, ha presentato un’ interrogazione parlamentare. Ma ora, c’è da scommettere che delle pecore tornerà a occuparsene in prima persone anche Salvatore Tarantola. L’allevatore era in carcere perchè era diventata definitiva la condanna per lesioni relativa a una brutale rapina avventa ad Asti. Ma l’avvocato Bucchi è riuscito a provare che l’ordinanza non era corretta: Tarantola aveva già scontato parte della pena durante la custodia cautelare. E ora può chiedere una misura alternativa al carcere per quello che gli resta.

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