Unigreeen, via gli striscioni mentre in Provincia si firma
A Palazzo Allende definito ufficialmente l’accordo tra sindacati e proprietà Nello stabilimento di Roncocesi i lavoratori riavvolgono le bandiere
REGGIO EMILIA. Prima un applauso liberatore, poi un “bravi!“, abbracci, qualcuno tira fuori lo spumante, mentre altri hanno già iniziato ad avvolgere le bandiere della Fiom, a staccare le fascette degli striscioni e a impacchettare il gazebo offerto dal parroco: insomma, a togliere i simboli di una occupazione, quella della Unigreen di Roncocesi, durata 22 giorni. Così sono stati accolti i sindacalisti Ciro d'Alessio, Marcello Vita e Simone Vecchi, arrivati alle 16.30 direttamente dalla sede della Provincia dove, alla presenza del vicesindaco Matteo Sassi e della proprietà (l'avvocato e la responsabile del personale, che avevano partecipato al precedente incontro), sono state firmate quelle tre paginette che hanno siglato l’accordo.
I termini dell'accordo sono quelli già preannunciati: l'orario di lavoro sarà ridotto di un'ora mezza, in modo da poter salire sul pullman da Reggio a Cremona alle 7.30 per tornare alle 17.30, con solo mezz'ora in più fuori casa; 500 euro per 24 mesi, come contributo a chi si trasferirà in pianta stabile nella nuova sede; fino a dicembre 2017, chi troverà un lavoro altrove potrà contare su una buonuscita cash di 25 mila euro. In più, sono state concordate altre due clausole - già presenti nella bozza di accordo, ma non ancora definite - di non poco conto: primo, la Maschio Gaspardo ha aggiunto 24 ore di permesso in più, rispetto al contratto nazionale dei metalmeccanici; secondo, a tutti coloro che lavoreranno a Cremona, l'azienda corrisponderà 2.500 euro entro il 10 agosto e ulteriori 1.250 euro entro dicembre.
«E' chiaro a tutti che è una vittoria, anche se Reggio perderà un sito produttivo - commenta Simone Vecchi della Fiom - penso che questa esperienza abbia segnato tutti: chi andrà a Cremona si porterà dietro uno zaino di maturità collettiva. Nelle situazioni di crisi si può tirare fuori il peggio o il meglio: questo gruppo ha avuto l'intelligenza di ragionare come un solo uomo. Non era scontato». Ora si può tornare alla normalità: lunedì si riattiveranno i macchinari («abbiamo assicurato all'azienda la produzione per l'ultima settimana di luglio e la prima di agosto>) poi la chiusura agostana di due settimane, come ogni anno. E le vacanze, questa volta davvero più leggere.
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