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Dal ladro che chiede aiuto alla polizia agli scarcerati che cantano «Italia Italia»

REGGIO EMILIA. È un’estate non priva di coloriti spunti legati purtroppo però ai furti. Uno dei più eclatanti, che hanno avuto una lunga scia polemica, è stato quelle del ladro sorpreso dal...

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REGGIO EMILIA. È un’estate non priva di coloriti spunti legati purtroppo però ai furti. Uno dei più eclatanti, che hanno avuto una lunga scia polemica, è stato quelle del ladro sorpreso dal proprietario della bicicletta che stava rubando davanti alla stazione ferroviaria, e che una volta bloccato dal malcapitato, ha chiamato il 112. Il ladro, infatti, non ha telefonato a qualche amico. Ha chiamato direttamente i carabinieri, spiegando che non gli veniva consentito di andarsene da piazzale Marconi a Reggio. Si trattava di un cittadino albanese di 25 anni, bloccato da un uomo che lo ha colto sul fatto.

Prima ancora c’era stato il caso del derubato che ha inseguito il ladro che gli aveva aperto la porta dell’auto rubandogli il portafoglio. Una vicenda finita con ferite per entrambi, visto che il malvivente si stava allontanando a bordo di uno scooter.

A lasciare l’amaro in bocca è stato certamente il ritornello di «Italia, Italia», canzone di Mino Reitano, risuonato pochi giorni fa nel corridoio del tribunale di Reggio.

A cantarlo un ladro appena rimesso in libertà dopo che il giorno prima insieme a due complici e connazionali georgiani era stato sorpreso a tentare un furto.

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