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Mediazione sociale in via Turri

Mediazione sociale in via Turri

Il nuovo centro è stato presentato dall’assessore al welfare Matteo Sassi

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REGGIO EMILIA. L'amministrazione comunale, però, non rinnega la politica di accoglienza e assistenza perseguita da sempre con grande determinazione. Anzi, la potenzia trasformando i locali di via Turri 27/A, a sua disposizione da un anno, nel centro propulsore delle attività di mediazione sociale che alcune cooperative e associazioni di volontariato svolgono a favore degli immigrati, che costituiscono in quella zona la maggioranza della popolazione. Gli operatori e i volontari potranno utilizzare quello spazio per organizzare le iniziative e per ascoltare gli abitanti del quartiere, stranieri e italiani. Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al welfare, ha presentato il Centro di mediazione sociale sottolineandone la funzione: «Qui - ha detto - le associazioni e i cittadini si incontrano e sviluppano progettualità. Il servizio sociale del Comune vi è impegnato da tempo in un'ottica progettuale». Se ne occupa il polo Reggio Est, il cui operatore Alessandro Oleari spiega: «Collaboriamo con le cooperative e le parrocchie per andare alla ricerca dei bisogni espressi dagli abitanti e dare loro risposte». La cooperativa L'Ovile supervisiona il progetto di intervento e attua percorsi di facilitazione anche mirati alla gestione dei conflitti. Il Ceis cura il progetto “Rigenerare le energie del quartiere” per migliorare le relazioni tra gli abitanti. L'associazione Papa Giovanni XXIII cura un progetto di prossimità con uscite notturne. La cooperativa Soldarietà 90 gestisce lo Spazio Raga dedicato ai giovani. L'associazione Anteas organizza incontri con i genitori degli alunni seguiti nei doposcuola e con i professori per combattere l'esclusione sociale. (l.s.)

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