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«Senza piano occupazionale anche il CoRe in difficoltà»

«Senza piano occupazionale anche il CoRe in difficoltà»

Cisl e Fials contro la Regione: «Blocca accordi già presi con i direttori generali» Per i sindacati contratti a termine a rischio nella fusione tra Ausl e Santa Maria

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REGGIO EMILIA. «L’assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna non accoglie le istanze sindacali che, invece, a Reggio Emilia sono già confermate da accordi o disponibilità aziendali. È uno spettacolo sconcertante cui assistiamo da mesi». È una dura presa di posizione quella di Davide Battini, segretario generale Cisl Fp Emilia Centrale e Pasquale Liquori, segretario Fials, che accusano i vertici della sanità regionale di bloccare accordi già siglati con i direttori sanitari. Fra questi, anche il Piano Occupazione 2016, sul quale dalla Cisl Fp non nascondono possibili ripercussioni anche per quanto riguarda il CoRe e il Santa Maria, alle prese con il riordino e i traslochi dei reparti nel nuovo centro oncoematologico di Reggio Emilia.

«Da febbraio la Regione sta tenendo “ostaggio” le aziende sanitarie – affermano i due sindacalisti – non risponde al piano ipotizzato e trasmesso dalle stesse e blocca di fatto uno strumento essenziale di governo della sanità reggiana e, anche, di risposta ai lavoratori». Quanto al del CoRe, Battini aggiunge: «Senza piano occupazionale, si mette in difficoltà anche una strutture come il CoRe, dal momento che non si può sapere quante e quali saranno le figure di cui c’è bisogno».

I sindacalisti sostengono inoltre di aver notato «come accordi o disponibilità aziendali reggiane sono abitualmente fermati dall’assessorato regionale, che avoca a sé decisioni fondamentali, ma senza poi prenderle. Anzi, sono tolte anche ai direttori generali e, così facendo, danneggia lavoratori e cittadini».

Ma non solo il piano occupazionale 2016 nelle rivendicazioni dei sindacalisti. Anche altri temi. «I direttori – aggiungono – hanno firmato un accordo che riconosce risorse aggiuntive derivanti dalle riorganizzazioni ai lavoratori. Ora la Regione blocca questi accordi nonostante le nostre aziende siano virtuose e, storicamente, i lavoratori reggiani abbiano meno risorse rispetto altri colleghi della regione. L’azienda di cui l’assessore regionale Venturi era direttore generale, il Sant’Orsola di Bologna, ha in precedenza chiuso accordi con contenuti simili».

Uno scenario reso più complicato dalla futura fusione delle due aziende sanitarie reggiane. Sul blocco degli accordi dei tempi determinati, i sindacati ricordano infine che «con le aziende si è condivisa l’opportunità di accordi che permettano in questa fase di pre-fusione di andare oltre il limite previsto dalla legge di 36 mesi per i dipendenti a tempo determinato dell'area tecnica e amministrativa. I motivi sono evidenti: meglio non disperdere lavoratori già formati ed utilmente inseriti. L'assessorato pare che a Bologna stia tenendo bloccata questa possibilità e a rimetterci sono i cittadini e i lavoratori della nostra provincia».

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