Gazzetta di Reggio

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Va a rubare, viene arrestata e partorisce

di Enrico Lorenzo Tidona
Va a rubare, viene arrestata e partorisce

Una 22enne al nono mese tenta un furto in casa. Colta sul fatto viene arrestata ma le si rompono le acque in cella

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REGGIO EMILIA. «Agente aiuto, mi si sono rotte le acque». Sono da poco passate le 3 del mattino e a proferire la richiesta di aiuto è stata una giovane ragazza di 22 anni, che si rivolge a un agente di polizia. Non si tratta però di un allarme raccolto in strada, bensì in una cella di sicurezza della questura in via Dante a Reggio Emilia, dove la partoriente è detenuta. Poche ore prima, alle 11 di venerdì mattina, la ragazza è stata arrestata insieme a una complice di 26 anni. Entrambe sono in dolce attesa, ma la 22enne, cittadina croata nata a Genova e senza fissa dimora, è già al nono mese suonato. Nonostante ciò ha tentato di rubare in un appartamento di via Emilia All'Angelo, a pochi passi dal centro storico.

La storia era già di per sè rocambolesca prima di arrivare al ricovero della futura mamma all’ospedale Santa Maria, dove è stata trasportata dopo che le acque le si sono rotte nella cella di sicurezza in via Dante, dove era rinchiusa in attesa del processo per direttissima che doveva essere celebrato di lì a poche ore. Il parto è stato naturale, senza complicazioni e la ragazza ha dato alla luce Manuela, un bimba in salute e di 3,5 chilogrammi di peso.

La vicenda però è iniziata 17 ore prima, quando le due giovani hanno suonato il campanello dell’appartamento al civico 2 di via Emilia All’Angelo senza ricevere nessuna risposta. Il silenzio è suonato come un via libera: con un accendino hanno tentato di affumicare lo spioncino della porta di ingresso, introducendo al contempo una scheda di plastica che ha fatto scattare la serratura dell’uscio, chiusa senza le mandate.

Dietro la porta, in realtà, c’era però la residente insieme alla figlia. La donna si è lanciata sulla porta bloccando le due ragazze, mentre la figlia chiamava il 113 e un vicino di casa interveniva. Le due nomadi, però, si sono date alla fuga, riuscendo in un primo momento a scappare finché non è giunta una Volante della polizia. Impossibile non riconoscere le due fuggitive, una delle quali in evidente stato di gravidanza.

Una volta in questura le due ragazze di origini croate sono stata identificate e fatte attendere in cella di sicurezza. «Alle tre la ragazza ha avvertito dolori legati al parto, è stata immediatamente trasportata in pronto soccorso: ora stanno benissimo tutte e due» rassicura Maria Raffaela Abbate, dirigente delle Volanti.

La mattina successiva al furto, il giudice Federica Beretti ha inflitto in camera di consiglio il divieto di dimora alle due ragazze al termine del giudizio in attesa della direttissima rinviata a settembre.

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