Gazzetta di Reggio

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Vietata la balneazione cartelli in quattro lingue

di Paolo Ruini
Vietata la balneazione cartelli in quattro lingue

Castellarano: dopo i casi di annegamento e il decreto regionale sulle acque dolci una serie di iniziative tra cui incontri con esperti dedicati a cittadini e studenti

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CASTELLARANO. E' troppo alto il tributo di sangue che ogni anno viene pagato da chi desidera fare il bagno nei fiumi della provincia reggiana. Un divieto o un cartello possono dare un consiglio, ma spesso queste indicazioni vengono ignorate in quanto considerate eccessive. Il Comune di Castellarano, visto che lo scorso anno sono annegate tre ragazze nella vicina sponda sassolese, e visto che nelle ultime settimane altre due persone hanno perso la vita, una nel Panaro e l'altra sull'Enza, ha ritenuto di lanciare una campagna per la conoscenza del fiume. La prima operazione è stata quella di preparare una quarantina di cartelli in quattro lingue e di posizionarli lungo la pista ciclopedonale in prossimità del fiume Secchia.

Nel pannello informativo in italiano, inglese, francese e arabo viene ribadito il divieto di balneazione deciso con il decreto regionale che proibisce di nuotare in tutte le acque dolci dell'Emilia Romagna.

Con un cartello non si risolvono tutti i problemi, e quindi nei giorni scorsi, alla Casa del Parco, è stata organizzata una serata pubblica alla quale ha partecipato un centinaio di cittadini. E’ stata proposta una interessantissima lezione sui pericoli che sono presenti nei fiumi a carattere torrentizio, e che spesso non sono conosciuti oppure sottovalutati. Ad illustrare come si formano i gorghi, le buche, i rulli o i mulinelli in un fiume che sembra tranquillo come il Secchia è stato Stefano Colombini, vicecoordinatore della squadra di protezione civile delle "Nutrie", che ha il compito di intervenire in caso di alluvioni o allagamenti. La serata è stata particolarmente interessante per i suoi contenuti, ed è emerso che sempre più persone scoprono come nuovo "mare" le sponde del fiume Secchia; persone che però non sono informati sulle caratteristiche di questo fiume, che proprio dove sembra tranquillo nasconde dei mulinelli di corrente che possono spingere chi non sa nuotare (ma anche chi sa nuotare) all'interno di veri e propri gorghi profondi anche qualche metro. «Il fiume è una cosa viva», ha spiegato Colombini, e visto che la corrente è sempre presente, spesso si possono formare buche o mulinelli in zone che possono sembrare delle vere e proprie piscine. Quindi, è meglio non tuffarsi per fare una nuotata, perché il rischio è altissimo. Erano presenti il sindaco Giorgio Zanni e il vicesindaco Paolo Iotti. L'incontro pubblico è stata una delle iniziative che proseguiranno con l'inizio della scuola per spiegare agli studenti cos’è il fiume, tra bellezze e rischi della balneazione.

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