Precipita dal Monte Rosa, muore 55enne
Il reggiano Paolo Lugli stava attraversando un passaggio attrezzato sullo Stolemberg, tra Piemonte e Valle D’Aosta
REGGIO EMILIA. È precipitato mentre si trovava a quota 3.200 durante una delle sue frequenti escursioni, una grande passione che coltivava da almeno diciassette anni. Una terribile botta, dopo una caduta nel vuoto per decine di metri, urtando contro la parete rocciosa che stava attraversando. Una caduta a precipizio che non ha lasciato scampo al 55enne reggiano Paolo Lugli, scomparso ieri mattina sulle Alpi, al confine tra il Piemonte e la Valle D’Aosta.
L’incidente è avvenuto intorno alle 10.30, nella zona del passo dei Salati, tra la Valsesia (Piemonte) e la Valle del Lys (Valle d’Aosta). Lugli stava percorrendo un passaggio attrezzato della cresta dello Stolemberg, sul massiccio del Monte Rosa. Un percorso con corde fisse, con un livello di difficoltà valutato come idoneo per escursionisti esperti con attrezzatura, caratterizzato da una sequenza di saliscendi e reso particolarmente insidioso anche nella stagione estiva, quando a causa di eventi meteorologici si possono trovare sul tracciato rocce bagnate o residui di neve.
Una condizione simile a quella di ieri, quando sullo Stolemberg erano ancora presenti dei tratti nevosi. Dettagli adesso al vaglio dei carabinieri di Gressoney, fra i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente, che ora stanno conducendo le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’allarme è stato lanciato da un altro gruppo di escursionisti, che si trovava nei paraggi della cresta, molto frequentata dagli appassionati di alpinismo. Sul posto sono subito intervenuti i soccorsi. Non solo il soccorso alpino di Alagna Valsesia (Vercelli), che dopo aver ricevuto la chiamata ha girato l’intervento al soccorso alpino valdostano. Ma anche una squadra della guardia di finanza e le forze dell’ordine. Per Lugli tuttavia non c’è stato niente da fare. E, una volta sul posto, non è stato possibile far altro che constatare il decesso.
Secondo una prima ricostruzione, il 55enne alpinista reggiano sarebbe precipitato in un canalone, in un punto dove era presente ancora la neve. Fra i dettagli da ricostruire, anche l’esatta circostanza della caduta, dal momento che resta da capire se il 55enne reggiano fosse solo o in compagnia.
Iscritto al Cai di Reggio Emilia dal 1999, Lugli ieri non aveva partecipato all’escursione organizzata dal Club Alpino Reggiano – che era impegnato in una tre giorni sul monte sul Monte Chaberton – preferendo invece cimentarsi con lo Stolemberg. Una volta recuperato, il corpo dell’alpinista reggiano è stato trasportato alla camera mortuaria di Gressoney, dove anche il Soccorso alpino della guardia di finanza ha collaborato alle operazioni di riconoscimento.
Nelle vicinanza del luogo dell’incidente, ieri mattina, era presente anche un gruppo di tredici escursionisti del Cai di Sassuolo, che scendendo dal vicino Rifugio Mantova ha notato le operazioni di soccorso: «Abbiamo visto l’elicottero del soccorso alpino sullo Stolemberg, anche se eravamo un po’ lontani. E in un primo momento abbiamo pensato ad una esercitazione. Poi abbiamo avuto la sensazione che stessero facendo un’operazione di recupero», racconta Enzo Fabbri, vicepresidente del Cai sassolese, raggiunto telefonicamente durante l’escursione. In totale, nella giornata di ieri sono state tre le vittime dell’escursionismo sulle Alpi. Tredici, invece, gli interventi del soccorso alpino.
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