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Caso di Tbc, l’ammalato è un profugo

Caso di Tbc, l’ammalato è un profugo

Brescello: era arrivato da pochi giorni. La malattia accertata durante i controlli. Ora è ricoverato in buone condizioni

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BRESCELLO. Una caso di tubercolosi polmonare, diagnosticata in un profugo richiedente asilo arrivato in provincia di Reggio Emilia e da pochi giorni ospitato in una struttura di accoglienza di Brescello.

La malattia è stata individuata nella sua fase iniziale, a seguito degli accertamenti a cui sono sottoposti tutti i profughi al momento del loro arrivo, così come indicato dai protocolli regionali. L’uomo, attualmente, è ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e le condizioni generali sono giudicate buone.

«Il Servizio igiene e sanità pubblica ha già avviato tutte le procedure previste per l’individuazione dei contatti a rischio - fa sapere l’Ausl con una nota - lo svolgimento degli accertamenti sanitari necessari, la sorveglianza sanitaria dei contatti. In casi come questo, sono applicate le indicazioni fornite dalle Linee guida in merito al controllo della malattia tubercolare, emanate dal Ministero della Sanità».

La tubercolosi è una malattia a prevalente localizzazione polmonare e si può trasmettere, da persona a persona, per via respiratoria. La trasmissione della malattia avviene attraverso un contatto stretto e prolungato con il malato in uno spazio chiuso per molte ore nei 3 mesi precedenti l’esordio clinico della malattia. La trasmissione del microrganismo responsabile della malattia non avviene con facilità: è legata a particolari condizioni ambientali e allo stato immunitario del soggetto esposto. Non si contrae da una persona che tossisce all’aria aperta e in luoghi ben aerati; né la trasmissione avviene attraverso indumenti, oggetti, né con una strette di mano o facendo uso di piatti o posate in comune.

Le manifestazioni cliniche caratteristiche sono rappresentate da tosse resistente alle comuni terapie (antibiotici, aerosol, ecc.), febbricola persistente, malessere generale, stanchezza, dimagrimento, brividi e sudorazione notturna. La malattia è curabile con terapia antibiotica specifica.

Nella Bassa, non è il primo caso. Il 20 giugno è morto Clement Abakah, l’operaio 44enne di origine ghanese residente a Gualtieri e che lavorava da diversi anni alla Smeg, per un’infezione da tubercolosi. Anche in quel caso, sono scattati tutti i protocolli per scongiurare eventuali contagi.

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