«Fusione, su cosa si risparmia?»
Attacco del gruppo per il no “Rinascita Campeginese” dopo la festa del Pd
CAMPEGINE. Non accennano a placarsi le polemiche sulla fusione tra i Sant’Ilario, Campegine e Gattatico, il cui referendum si terrà il 16 ottobre.
Se il tavolo alla festa Pd - presenti il sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia Romagna Andrea Rossi – aveva fatto insorgere il comitato Comune Nuovo (favorevole al progetto, ma che aveva ritenuto arrogante, da parte del Pd, annunciare la data del referendum prima della Regione), ora insorge anche “Rinascita Campeginese”, uno dei due comitati per il no (l’altro è “Tutelare Gattatico”), che replica alle argomentazioni pro sì esposte dagli amministratori dei Comuni: il gruppo di cittadini che si oppone alla fusione dei tre Comuni non crede affatto che da questa operazione ci sarà davvero un beneficio per il territorio. E per i suoi cittadini in particolare.
Sono tre i punti sui cui si incentra la replica di “Rinascita Campeginese”.
«Ci hanno detto che la dimensione ideale per un Comune efficiente è quella tra i 10 e i 20mila abitanti: non è vero, la dimensione ideale è tra i 5mila e i 10mila abitanti, secondo il rapporto redatto dal Sose (Soluzioni per il Sistema Economico), una Spa voluta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca dItalia. Si presume quindi con più competenze in merito del sindaco Moretti» si legge in una nota.
Secondo punto: i risparmi. «Ci hanno detto che ci saranno ben 100mila euro di risparmi sui costi della politica. Tale affermazione, finora, non è stata suffragata da alcuna prova concreta - fanno notare – Quali costi sono tagliati e dove? Sono le indennità di consiglieri, sindaci, vicesindaci e sindaci? I gettoni dei consigli? O cosa? É possibile prendere visione dei documenti che ci spieghino, analiticamente, da dove verrebbero i presunti risparmi?». Terzo e ultimo punto: i servizi. «Al solito, ci hanno ricordato, come l’Apocalisse di Giovanni preannuncia l’Armageddon, che senza fusione i servizi spariranno. Se è così, come mai la maggior parte dei nostri Comuni sta facendo regolarmente bilanci, certo lamentandosi per le risorse non ottimali, ma senza minacciare la scomparsa dei servizi?». Sulla loro pagina Facebook - dal nome appunto “Rinascia campeginese” - continua la loro opera di divulgazione delle ragioni del no, alla fusione tra i Comuni di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico. (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google