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I pusher della zona Appennino avevano quasi un chilo di droga

I pusher della zona Appennino avevano quasi un chilo di droga

Blitz dei carabinieri di Casina da un 33enne di Correggio: nascondeva hascisc e marijuana In manette anche un complice di San Martino in Rio. Trovati attrezzi e tre piante di cannabis

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CASINA. I carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti, e nello specifico della stazione di Casina, hanno arrestato lo scorso settimana due reggiani di 33 e 43 anni, Marco Pellacani e Cristian Riccò, rispettivamente di Correggio e di San Martino in Rio.

A portare al loro arresto è stata una operazione a contrasto dello spaccio di droga in montagna. Da tempo i carabinieri, infatti, lavoravano per cercare di risalire all’origine di un giro di sostanze stupefacenti, e la svolta nell’indagine è arrivata proprio sabato scorso: dopo lunghe e attente verifiche eseguite anche sulla “tipologia” e sui contatti dei consumatori di volta in volta controllati, i militari, avendo ormai la certezza del suo coinvolgimento, nel pomeriggio di sabato hanno bussato alla porta del 33enne correggese Marco Pellacani a casa del quale hanno rinvenuto oltre 700 grammi di marijuana, pochi grammi di hascisc e circa 350 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, e tutto l’occorrente per il confezionamento della droga tra cui tre bilancini di precisione.

Nella disponibilità dell’uomo è risultata anche un’agenda su cui era annotato minuziosamente l’elenco dei clienti ed i loro crediti.

Accertamenti immediati sono stati eseguiti anche sul cellulare del correggese, e hanno fornito ai militari gli elementi necessari per risalire anche al coinvolgimento di un altro uomo, il 43enne di San Martino in Rio Cristian Riccò, anche lui da tempo nel mirino degli investigatori.

Da qui alla seconda perquisizione, a casa di Riccò, il passaggio è stato immediato.

I carabinieri di Casina si sono presentati a casa sua, e durante la perquisizione sono stati rinvenuti circa mezzo etto di marijuana, pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio, e tre piante dello stesso stupefacente, oltre al materiale per il confezionamento e quasi 700 euro in contanti, anche questi collegati dai militari all’attività di spaccio.

I due sono stati portati in caserma e a seguito delle rilevanze ottenute è scattato il loro arresto. Ieri mattina, durante l’udienza davanti al giudice Dario De Luca, Pellacani, difeso dall’avvocato Carmelo Cataliotti, ha ammesso le sue responsabilità. Attualmente, è ai domiciliari. (l.t.)

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