Gazzetta di Reggio

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Morto sul Monte Rosa, domani l’addio

di Jacopo Della Porta
Morto sul Monte Rosa, domani l’addio

Rientrata la salma del 56enne Paolo Lugli. Il datore di lavoro: «Dipendente serio, amava la montagna e il ciclismo»

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REGGIO EMILIA. È rientrata in città la salma di Paolo Lugli, il 56enne reggiano morto domenica mattina durante un’escursione sulle Alpi, al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta. La magistratura non ha ritenuto necessario di far eseguire l’autopsia.

Oggi sarà allestita la camera ardente nella sede delle onoranze funebri Reverberi in via Terezin a Reggio Emilia. I funerali si svolgeranno domani mattina: dopo la benedizione il feretro sarà portato a Coviolo per la cremazione.

Paolo Lugli, appassionato di montagna, iscritto al Cai dal 1999, viveva solo in via Casali, nella zona di Ospizio. Lascia il fratello Claudio e due nipoti.

L’esperto escursionista lavorava dal 1985 all’azienda Gom-Plast di via Nagasaki, nella zona annonaria. «Era uno dei primi che abbiamo assunto - diceva ieri il titolare Franco Bonacini -. Abbiamo sei impiegati e lui era il capo. Un lavoratore bravo e scrupoloso. Una persona riservata, di poche parole. Sarebbe dovuto tornare oggi al lavoro. Amava molto la montagna e credo andasse spesso in Valle d’Aosta, dove è accaduta la tragedia».

Lugli era uno sportivo. Oltre alla montagna, amava la bicicletta. «Veniva sempre al lavoro in bicicletta, anche d’inverno. Solo la neve lo fermava - ricorda il titolare - ma per il resto veniva sempre con la sua due ruote».

L’incidente costato la vita a Lugli è accaduto mentre si trovava a quota 3200 metri, nella zona del passo dei Salati, tra la Valsesia (Piemonte) e la Valle del Lys (Valle d’Aosta). Lugli stava percorrendo un passaggio attrezzato della cresta dello Stolemberg, sul massiccio del Monte Rosa. Un percorso con corde fisse, con un livello di difficoltà valutato come idoneo per escursionisti esperti con attrezzatura, caratterizzato da una sequenza di saliscendi e reso particolarmente insidioso anche nella stagione estiva, quando a causa di eventi meteorologici si possono trovare sul tracciato rocce bagnate o residui di neve. A un tratto il reggiano è precipitato in un dirupo.

L’allarme è stato lanciato da un altro gruppo di escursionisti, che si trovava nei paraggi, molto frequentati dagli appassionati di alpinismo. Sul posto sono subito intervenuti i soccorsi. Non solo il soccorso alpino di Alagna Valsesia (Vercelli), che dopo aver ricevuto la chiamata ha girato l’intervento al soccorso alpino valdostano. Ma anche una squadra della guardia di finanza e le forze dell’ordine. Per Lugli tuttavia non c’è stato niente da fare. E, una volta sul posto, non è stato possibile far altro che constatare il decesso. La salma è stata portata a Gressoney, dove poi è giunto il fratello Claudio.

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