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cronaca

Arrestato il legale di Grande Aracri

Benedetto Stranieri, già coinvolto nell’indagine Kyterion per la Dia era a capo di un giro di usura e riciclaggio a Roma


27 luglio 2016 di Jacopo Della Porta


REGGIO EMILIA. L’avvocato del boss Nicolino Grande Aracri, l’ex maresciallo dei carabinieri Benedetto Stranieri, è stato arrestato a Roma dalla Dia a conclusione di un’inchiesta su un giro di usura e riciclaggio di denaro che andava avanti dal 2012.

Ieri mattina nella capitale sono state eseguite 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari: secondo gli inquirenti a capo di questa associazione a delinquere c’era proprio il 53enne Stranieri, che era già stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa nel gennaio 2015 nell’ambito di Kyterion, l’indagine parallela ad Aemilia, condotta dalla Dda di Catanzaro. Per i magistrati calabresi il professionista avrebbe travalicato i limiti del mandato difensivo.

Il legale è stato tirato in ballo anche in alcune vicende reggiane, in particolare nel fallimento della Save Group dell’imprenditore Giovanni Vecchi. Nel suo studio a Roma si tenne nel giugno 2013 una riunione per decidere il futuro della Save: all’incontro parteciparono il brescellese Alfonso Diletto, (condannato nel processo Aemilia a Bologna a 14 anni e 2 mesi), e Patrizia Patricelli, socia di minoranza della società e compagna di Vecchi.

Dalle carte di Kyterion è emerso che Stranieri a Roma poteva arrivare tramite alcune conoscenze a un monsignore in Vaticano, un giudice della Corte di Cassazione e un pm. Un professionista ben inserito, dunque, con conoscenze importanti. L’inchiesta Kyterion ha tra l’altro fatto emergere legami tra la cosca ed elementi della massoneria.

L’operazione scattata ieri, denominata “Old Cunning”, ha riacceso i fari su Stranieri. Grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali sono state individuate molte vittime di un giro di usra, tra cui politici ed amministratori locali, commercianti e privati cittadini in sofferenza economica, che venivano continuamente vessati mediante condotte intimidatorie ed estorsive per ottenere il pagamento delle rate concordate per la restituzione del debito. Il tasso usurario applicato variava tra il 70% e il 150% annuo.

L’avvocato incontrava quasi ogni giorno nel suo studio alcuni sodali «ai quali dava indicazioni e ordini circa le modalità dell'attività di usura, concordando anche gli interventi nei confronti dei debitori insolventi». Come esattori l’organizzazione si avvaleva anche di personaggi di spessore criminale.

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