Campovolo, operazione capriolo nell'area dell'aeroporto
Reggio Emilia: catturato l’animale che da tempo scorrazzava nell’area mettendo a rischio i voli
REGGIO EMILIA. Da qualche tempo, scorrazzava nei prati dell’area del Campovolo. Una presenza che è stata giudicata pericolosa e per questo, è stata organizzata una battuta di cattura.
Protagonista un giovane esemplare di capriolo, che approfittando di un taglio nella rete di recinzione provocato da un albero caduto, era riuscito infilarsi dove atterrano e decollano aerei e dove si effettuano i lanci dei paracadutisti. Gli addetti ai lavori lo hanno visto per settimane dentro l’area. Una presenza che avrebbe potuto provocare qualche incidente. E così, ieri mattina, è stato organizzato l’intervento di Ivano Chiapponi con i volontari del Cras Matildico.
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L’impresa è stata tutt’altro che semplice. Perchè l’animale ha “capito” subito che c’era qualcosa di strano e ha fatto correre a lungo la squadra che si era mobilitata per lui. Dopo due ore di tentativi, il capriolo è finito nella rete che era stata alzata per bloccare ogni via di fuga. Così, i volontari per prima cosa gli hanno bendato gli occhi in modo che lo spavento fosse ridotto al minimo.
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Il capriolo è stato quindi caricato sul furgone e trasferito sulle colline, nei pressi della sede del Cras. Qui, è stato infine liberato.
Ora, potrà godere di una zona molto ampia e sicuramente meno a rischio incidenti.
La presenza di caprioli a ridosso della città è una realtà con la quale tocca fare i conti. Che mette a rischio la sopravvivenza degli stessi animali, che spesso finiscono intrappolati in cancelli o vittime di incidenti stradali. Ma sono pericolosi anche per le persone: qualche mese fa uno scooterista è morto a Massenzatico nello scontro con un capriolo. (el.pe)
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