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"Christo sulla Pietra di Bismantova? Sarebbe bellissimo"

Martina Riccò
"Christo sulla Pietra di Bismantova? Sarebbe bellissimo"

Castelnovo Monti, il sindaco Enrico Bini entusiasta dell'idea di portare sull'Appennino un'installazione dell'artista bulgaro

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CASTELNOVO MONTI Potrebbero impacchettarla. Oppure cospargerla di ombrelli gialli. O ancora incorniciarla con bianchi teloni di nylon. Il condizionale è d’obbligo visto che l’artista bulgaro Christo Vladimirov Yavachev, realizzatore del progetto di Land Art “Christo”, non ha mai detto di voler realizzare un’opera sulla Pietra di Bismantova.

Mai dire mai, però. Soprattutto perché, dopo il nostro articolo in cui la Pietra veniva indicata come luogo ideale per “Christo”, Enrico Bini – sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione montana dei comuni dell’Appennino reggiano – si è detto entusiasta dell’idea.

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«Quello lanciato è uno spunto molto interessante – conferma – una vera e propria sfida. Riuscire a ospitare sulla Pietra un’opera di Christo sarebbe un incredibile colpo di marketing che ci permetterebbe di far conoscere l’Appennino reggiano non solo in Italia ma in tutto il mondo».

E in un momento in cui la promozione territoriale è diventata una priorità, non sarebbe affatto male.
«Negli ultimi anni abbiamo fatto tanto per il territorio e per il turismo – spiega Bini – e da quando abbiamo iniziato a ragionare in termine di rete, muovendoci non più come singoli Comuni ma come Unione, abbiamo dato un’importante accelerata. L’Appennino è una risorsa preziosa: sia dal punto di vista ambientale e del territorio, sia per il buon vivere, la gastronomia e lo sport. Certo che, visto quante persone si sono recate al lago d’Iseo per camminare sui “Floating piers”, con un’installazione di Christo non possiamo proprio competere: ospitare un’opera di Land Art sulla Pietra di Bismantova ci farebbe davvero decollare. Basta – conclude deciso ed elettrizzato – adesso cercheremo un modo per metterci in contatto con l’artista».

Ma c’è chi vuole restare con i piedi per terra. «La Pietra di Bismantova, con il suo profilo unico e mozzafiato, potrebbe essere perfetta per un’installazione artistica pensata per celebrare la forza della natura, ma a patto che questa opera non ne tradisca la personalità», commenta Fausto Giovanelli, ex senatore e presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

«Le idee sono sempre benvenute – aggiunge – soprattutto quando mirano alla promozione del nostro bellissimo territorio, ma non mi sento di accettare acriticamente un’installazione che potrebbe rovinare l’equilibrio della Pietra. È chiaro che se ci venisse fatta una proposta concreta ci fermeremmo volentieri ad ascoltarla e a discuterne».

In ballo, sottolinea il presidente del Parco, c’è la salvaguardia di uno dei tesori dell’Appennino reggiano (e non solo), patrimonio dell’Unesco. «Non vorrei che la Pietra di Bismantova diventasse il palcoscenico per qualunque manifestazione artistica – spiega Giovanelli – trasformandosi, così, in luogo dell’effimero, una specie di Luna Park. Se davvero si riuscisse a portare Christo in Appennino, anche se non so con quali risorse, sono sicuro che questo non avverebbe, perché l’installazione sul lago d’Iseo, ad esempio, ha rispettato in pieno sia l’ambiente sia l’identità del posto. Ma me ne vorrei assicurare: la nostra è una montagna vera, abitata e vissuta, in cui dobbiamo mantenere un equilibrio degli usi. E poi – si lascia sfuggire, sognante – se dovessi pensare a un’opera d’arte da installare sulla Pietra ne vorrei una che citi Dante Alighieri».
Chissà...

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