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Castellarano, siglato l’accordo con la proprietà alla Coem

di Adriano Arati
Castellarano, siglato l’accordo con la proprietà alla Coem

Dopo 64 ore di sciopero la trattativa è arrivata alla svolta. Belli (Filctem): "Hanno accolto le nostre richieste"

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CASTELLARANO. Accordo fatto. Dopo oltre sessanta di ore di sciopero e dopo trattative tesissime, è stato approvato il nuovo contratto integrativo della ceramica Coem di Roteglia.

Giovedì scorso gli addetti dello stabilimento sul Secchia avevano organizzato un presidio davanti alla sede per protestare contro il mancato accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto alla fine del 2015. Una mobilitazione proseguita anche venerdì e in questo inizio settimana, oltre che – a ritmi più blandi – nel week end.

Lunedì mattina, in contemporanea, sono riprese le discussioni con la proprietà per trovare una soluzione e ieri mattina si è arrivati a una conclusione condivisa, dopo un lavoro di rifinitura molto complesso. Ora la firma è ufficiale per la proprietà, Rsu e sindacati. E la mobilitazione è terminata.

I punti di distanza erano tre, nell’ultima fase. Il primo era sulla lunghezza del contratto: sarà biennale, valido dal 1° agosto 2016 al 31 luglio 2018. A quel punto, si tornerà poi a ragionare sul nuovo integrativo. «La proprietà voleva che fosse triennale e che entrasse in vigore al momento della firma: ma così, questi mesi di attesa non sarebbero stati conteggiati» spiega Daniele Belli della Filctem Cgil.

La soluzione trovata è un compromesso fra le due esigenze, che sposta in avanti la questione. Per quanto riguarda la parte economica, i sindacati chiedevano il riconoscimento di un contributo “una tantum” per questi mesi senza contratto in essere, e il contributo arriverà di 350 euro.

«Già nella prossima busta paga dovrebbe essere inserito» precisa sempre Belli. Il terzo nodo era l’aumento salariale, tema centrale anche nella prima bozza di marzo. La proprietà spingeva per un premio legato ai risultati aziendali, mentre le rappresentanza sindacali hanno sempre puntato a un riconoscimento garantito.

«L’aumento sarà di circa 40 euro al mese per il primo anno, e nel secondo anno questo contributo potrà salire sino a 60 euro se verranno raggiunti degli obiettivi di produzione» chiarisce Belli.

«Siamo riusciti ad arrivare in fondo a questa trattativa e vogliamo ringraziare tutti gli addetti per la costanza e l’appoggio, non credo che 64 ore di sciopero si fossero mai viste». In effetti la vertenza della Come ha assunto toni particolarmente aspri, anche in considerazione dello stato aziendale.

Si parla di una ceramica in buona salute, con saldo positivo, non una realtà sul baratro. Le trattative iniziate a fine 2015 si sono spesso arenate creando un forte accumulo di tensioni, poi “esplose” nel presidio della scorsa settimana, quando decine di operai si sono alternati davanti all’ingresso della ceramica.

E non sono mancati momenti caldi. Ora la calma sembra tornata, ma le fratture create non saranno semplici da ricomporre, da ambo le parti.

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