«Il Comune pagherà il debito vendendo edifici e azioni Iren»
Opposizioni all’attacco: «In arrivo tagli a servizi e scuola» Sassi, M5S: «La giunta fa bassa macelleria di beni pubblici»
CORREGGIO. Le opposizioni in consiglio comunale sono sul piede di guerra dopo la commissione di lunedì, incentrata sul riequilibrio di bilancio: durante l'incontro si è toccato da vicino, come prevedibile, il debito complessivo di circa 15 milioni di euro che il Comune dovrà pagare a San Felice Banca Popolare e al Banco popolare a seguito delle due pesantissime sentenze, emesse lo scorso giugno dal Tribunale di Reggio Emilia, nell'ambito del "caso En.Cor". L'operazione di riequilibrio è necessaria anche a seguito dell'iscrizione come passività fuori bilancio delle due sentenze. Nel dettaglio, nel corso della commissione sono state illustrate le operazioni di vendita che l'amministrazione ipotizza di attuare per trovare le risorse per coprire queste passività: operazioni che saranno illustrate e votate durante il consiglio comunale domani pomeriggio. Ad oggi, il Comune intende utilizzare parte dei quasi 10 milioni di euro di azioni Iren e parte del patrimonio immobiliare. A fine estate l’amministrazione, inoltre, intende indire più aste in cui si andrà a vendere il patrimonio indicato nel piano di alienazioni oggetto di delibera in consiglio. Si tratta di aste pubbliche alle quali può partecipare chiunque e il Comune ha ricevuto manifestazioni d'interesse da parte di alcuni soggetti: segno che le aste non andranno necessariamente deserte. Gli immobili in vendita sono costituiti da vari terreni, ambulatori medici, alcuni uffici in piazza Garibaldi usati come Centro per l'impiego, il centro multiculturale di via Ardione dove ha sede il centro di cultura islamica, l'ex Marmicon accanto al cimitero, il circolo tennis, alcuni immobili a Budrio e Prato in parte rurali e in parte no. L'amministrazione, inoltre, ha ridotto di 260mila euro una parte dei trasferimenti a Isecs, l'ente che riunisce i servizi scolastici, culturali e sportivi. Quest'insieme di manovre ha fatto gridare allo scandalo le opposizioni. «Sono contrario a questa manovra di bilancio: si sono venduti alcuni terreni che hanno destinazione verde pubblico e servizi di base per la collettività. Così si coprono i fallimenti del partito che non ha saputo gestire En.cor – attacca Gianluca Nicolini, capogruppo di Centrodestra per Correggio – Inoltre si sono ridotti per 700mila euro i costi della spesa corrente, che si traduce in meno servizi. I tagli all'Isecs significano i tagli nelle spese per la cancelleria delle scuole pubbliche». Il Movimento 5 Stelle era presente in commissione con una delegazione di cui faceva parte anche il consigliere regionale Gianluca Sassi, il quale ha descritto le proposte della giunta come «operazione di "bassa macelleria" dei beni pubblici, per cercare di tappare i debiti esigibili dalle banche e generati dal Comune da sempre a gestione Pd».
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